Diagnosi d’autore, la medicina incontra l’arte

19 Settembre 2021

La lezione di anatomia del dottor Tulp, naturalmente. Ma oltre al celeberrimo capolavoro di Rembrandt, conservato al museo Mauritshuis a L’Aia, si incontrano tante altre opere d'arte, famose o poco...

La lezione di anatomia del dottor Tulp, naturalmente. Ma oltre al celeberrimo capolavoro di Rembrandt, conservato al museo Mauritshuis a L’Aia, si incontrano tante altre opere d'arte, famose o poco note, sfogliando il prezioso libro Dagnosi d’autore (La medicina nell’arte) della restauratrice teramana Valentina Muzii, pubblicato dalla casa editrice Ricerche&Redazioni (192 pagine, 35 euro). Il volume, caratterizzato da un’elegante e pregiata veste grafico-editoriale, vanta la prefazione dello storico dell’arte Claudio Strinati e ha in copertina l’olio Visita medica (1660) del pittore olandese Jacob Toorenvliet.
Diagnosi d’autore viene presentato oggi alle 18 a Giulianova, nel loggiato Riccardo Cerulli, sotto la piazza Belvedere. Con l’autrice saranno presenti lo storico e giornalista Sandro Galantini, il sindaco giuliese Jwan Costantini, Claudio D’Archivio, direttore del Gruppo Medico D’Archivio, cui si deve la realizzazione del libro. L’evoluzione della medicina viene raccontata da Muzii attraverso testi divulgativi e soprattutto una ricca rassegna iconografica, con circa 200 tavole con le opere d'arte che nei secoli, dagli Egizi al Novecento, hanno avuto per tema la pratica medica. Le immagini propongono creazioni conservate nei più importanti musei: Uffizi, Louvre, Prado, Tate Gallery, Moma, National Gallery of Ireland e altri ancora. Valentina Muzii, già autrice di Arte restauri scoperte. L'Abruzzo svelato (Ricerche&Redazioni), dialogherà con Sirio Maria Pomante, direttore del Polo museale civico di Giulianova: si scoprirà come le popolazioni antiche affrontavano la malattia, l'evoluzione nei secoli della figura del medico, come veniva intesa la medicina. Dall'analisi delle opere d'arte e delle tecniche di secoli diversi, «ci si addentrerà in argomenti medici specifici» si legge nelle note editoriali, «scoprendo ambiti sociali e antropologici della vita antica e portando in risalto gli aspetti più curiosi che rivelano come in passato la medicina fosse lontana dal concetto odierno di cura».