DIALETTO E COMICITÀ LA STRANA COPPIA ’NDUCCIO-SABATINI

PESCOCOSTANZO. “Il dialetto si impara (volendo), non si insegna”: parola di Francesco Sabatini. E anche di ‘Nduccio. Il presidente onorario dell’Accademia della Crusca, originario di Pescocostanzo, e...
PESCOCOSTANZO. “Il dialetto si impara (volendo), non si insegna”: parola di Francesco Sabatini. E anche di ‘Nduccio. Il presidente onorario dell’Accademia della Crusca, originario di Pescocostanzo, e il comico pescarese saranno la “strana coppia” che questa sera, alle 21.30, in piazza Municipio intratterrà il pubblico di Pescocostanzo, parlando di dialetto e cultura abruzzese, in una insolita serata tra ironia e accurata riflessione linguistica.
«L’idea di questa serata di intrattenimento», spiega Germano-‘Nduccio D’Aurelio, «nasce da uno scritto del professor Sabatini che dà il titolo alla serata stessa. Pagine che fanno riflettere sul fatto che i dialetti sono tanti e tali che cambiano anche all'interno di una stessa città e che, pertanto, non si possono insegnare a scuola, come qualcuno qualche tempo fa proponeva. Lo vedo io stesso a “casa” mia», aggiunge. «Uno di Francavilla ha un inflessione dialettale diversa da uno di Porta Nuova e da uno di Pescara Centro, si va dal chietino fin verso il teramano». Il comico abruzzese giocherà con questi elementi e anche di più, come ad esempio i francesismi dell’abruzzese e i segnali di cultura “alta” presenti nei nostri dialetti regionali. Libera Candida interverrà con lui sul palco per un intermezzo sulla musica popolare.
Poi, alle 23, contro deduzioni e precisazioni del professor Sabatini. «L'ho conosciuto in occasione del Premio Penne, grazie al professor Antonio Sorella dell’università di Chieti, e ho avuto la sua disponibilità per fare qualcosa insieme proprio nel suo paese. Una persona di grande preparazione e disponibilità». L'idea è stata poi raccolta dall'amministrazione comunale che ha inserito la “lezione” nel cartellone degli eventi estivi. Appuntamento a stasera, dunque. Per ora un saluto tutto abruzzese di ‘Nduccio: «Lo riprendo», precisa, «dall'ultimo capoverso dell'articolo di Sabatini: ciave!».
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