Dieci minuti di applausi a Frammartino, in corsa per il Leone con “Il buco”

5 Settembre 2021

Passerella ad alto tasso di glamour con Cruz e Banderas e poi con il mitico chitarrista dei Led Zeppelin, Jimmy Page

VENEZIA. Dieci minuti di applausi per Il Buco di Michelangelo Frammartino, secondo dei cinque film italiani in gara per il Leone d'oro. Poi il tappeto rosso ad alto tasso di glamour, prima con Penelope Cruz e Antonio Banderas protagonisti di Official Competition di Mariano Cohn e Gastón Duprat e a tarda sera con Anya Taylor-Joy, la Regina degli scacchi, qui con il thriller-horror di Last Night in Soho di Edgar Wright, fuori concorso, ambientato nella Swinging London degli anni '60. Nella quarta giornata di Venezia 78 è arrivato anche a sorpresa Jimmy Page, mitico chitarrista che ha accompagnato Becoming Led Zeppelin, primo documentario in 50 anni di carriera dedicato alla rock band inglese, mentre Oscar Isaac e Jessica Chastain hanno presentato il remake di Scene da un matrimonio, cinque puntate Hbo (su Sky dal 20 settembre) in cui la serie di Ingmar Bergman del '73 torna a raccontare la disgregazione di una coppia dopo anni di matrimonio con dinamiche ed emozioni senza tempo.
Non è solo intrattenimento la Mostra del cinema di Venezia perché oggi la realtà della crisi afgana e il drammatico esodo dopo la riconquista dei talebani ha scosso tutti quando sono risuonate le parole di due cineaste dell'Afghanistan fuggite e ora disperate per il loro futuro di artiste e per il paese: Sahraa Karimi e Sahra Mani. «Il 15 agosto ho cominciato la mia giornata come sempre, dopo poche ore ho dovuto prendere la decisione più difficile della mia vita: partire o restare, ho visto il mio paese crollare, i miei sogni crollare e non sono solo i miei ma quelli di una generazione che ha creduto di poter vivere diversamente. In poche ore tutto il futuro si è fermato», ha detto commossa Karimi chiedendo la collaborazione internazionale per «non essere dimenticate».
Il Buco di Frammartino racconta l'impresa del gruppo speleologico piemontese che nel 1961 scoprì l'allora seconda grotta più profonda al mondo, 700 metri, l'Abisso del Bifurto in Calabria. Ad accompagnare il film c'erano anche due veterani di quella scoperta Beppe De Matteis, 86 anni, e Giulio Gècchele, 84, che stasera si sono commossi per l'accoglienza ricevuta. Il film, girato nella vera grotta da un gruppo di non-attori speleologi, scolora il confine tra documentario e finzione, un cinema diverso da tutti, “carsico” come lo ha definito il regista.
Si ride con Official Competition, un film che mette in scena l'egocentrismo, il narcisismo degli attori, le sfide e le provocazioni sul set. Penelope Cruz è una grintosa quasi sadica regista che mette insieme Antonio Banderas e Oscar Martinez nel ruolo di due attori famosi. Tra i due scatta una competizione esasperata e fino ad estreme grottesche conseguenze. «Lola Cuevas è intelligente e stupida allo stesso tempo», ha detto Penelope Cruz, «un personaggio che soffre moltissimo, ma è una donna davvero insopportabile. In fondo questo film è un omaggio al nostro mestiere su cui abbiamo riso molto, ma senza nessuna mancanza di rispetto». Banderas, che giganteggia rappresentando tutti i vezzi di un attore ha parlato di quanto questa commedia sia salutare: «in un periodo storico come questo la risata sembra essere qualcosa di sovversivo».