“Dita di dama”, le operaie anni ’60 dal libro di Chiara Ingrao al teatro

12 Settembre 2018

PESCARA. “Dita di dama”, ovvero il lavoro al femminile visto con gli occhi di una ragazza che alla fine degli anni ’60, è costretta ad andare a lavorare in una fabbrica di televisori. Lei è Maria, e...

PESCARA. “Dita di dama”, ovvero il lavoro al femminile visto con gli occhi di una ragazza che alla fine degli anni ’60, è costretta ad andare a lavorare in una fabbrica di televisori. Lei è Maria, e sue sono le “Dita di dama”, affusolate e curatissime, che danno il titolo allo spetacolo teatrale che la Filcams Cgil di Pescara ha promosso e che oggi alle ore 19.30 andrà in scena allo Spazio Matta di via Gran Sasso.
Lo spettacolo – monologo tratto dal romanzo omonimo di Chiara Ingrao – è in tournée in diverse città italiane a cura della Filcams Cgil Nazionale, con la collaborazione del Centro Studi del sindacato stesso. Maria (interpretata da Laura Pozone) vive nel periodo forse più vivo e tormentato della storia italiana, e si trova a fare i conti con le paure e le spinte rivoluzionarie dei giovani del tempoi. Il testo si snoda tra il 1969 e il 1972, anni caratterizzati dalla nascita del terrorismo e della strategia della tensione, realtà lasciata ai margini di questa narrazione. Il momento storico storica viene visto con gli occhi di Maria, che non si rassegna ad un destino che appare già scritto (è il “padre padrone” a scegliere per lei l’ingresso in fabbrica) e affronta le difficoltà con una ironia che le permette di ritagliarsi i panni della “dura”, della donna forte, capace di scrollarsi di dosso la timidezza, conquistando spazi di libertà e dignità. Maria vive così da protagonista le lotte operaie del periodo con una leggerezza «che porta a pensare», si legge nelle note di presentazione dello spettacolo, «come quella stagione non sia forse mai uscita dalla nostra storia e che ancora in parte è resente nelle nostre condizioni. Cambia il lavoro, ma non l’aspirazione di ogni lavoratrice e lavoratore a un futuro migliore».
Ingresso libero con raccolta fondi (sarà possibile acquistare il libro) per Ananke, centro antiviolenza di Pescara.