Dolce vita, dolce morte: torna De Cataldo con un romanzo breve

23 Ottobre 2022

ROMA. «Mi interessano i caratteri umani e le loro interazioni, sono la mia ispirazione. Parto da lì quando scrivo, e l’ho fatto anche stavolta, pensando a una ragazza tedesca dall’aria eterea, che...

ROMA. «Mi interessano i caratteri umani e le loro interazioni, sono la mia ispirazione. Parto da lì quando scrivo, e l’ho fatto anche stavolta, pensando a una ragazza tedesca dall’aria eterea, che inquieta si aggirava per la Roma degli anni '60»: Giancarlo De Cataldo inizia così a raccontare le suggestioni che lo hanno spinto a scrivere “Dolce vita, dolce morte”, breve romanzo edito da Rizzoli nella collana Novelle nere. In un esplicito omaggio a Fellini (nel titolo e nell’incipit, «Marcello! Marcello! Marcello, please, wake up!», rievocando “La Dolce Vita” anche nel nome del protagonista), De Cataldo si ispira al caso dell’omicidio di Christa Wanninger, avvenuto a Roma nel 1963. «Ci sono delitti che ci colpiscono più di altri, e di questo avevo già scritto in passato in un articolo», prosegue l’autore, che a novembre debutterà su Rai1 con il programma “Cronache criminali”, «nello sfondo della Dolce Vita, alla vigilia della rivoluzione sessuale, ho immaginato questa ragazza ingenua, ma disposta a farsi strada, l’ho vista come una preda facile per una città tentacolare e molto italiana come Roma». La Capitale è da sempre fonte di ispirazione per lo scrittore: lo è stata per i suoi più grandi successi – da “Romanzo Criminale” a “Suburra” – lo è in questo lavoro, anche se con uno sguardo nostalgico verso il passato, è anche ne “La svedese”, romanzo edito da Einaudi nel giugno scorso, che invece inquadra la città nel presente. «Subisco il fascino di Roma, non mi stanca mai», spiega, «in questo romanzo racconto la città che ho conosciuto da ragazzino, quando mio cugino mi portava sulla sua Mg rossa nel centro storico. Mi piace tornare sui luoghi del passato e vedere come sono cambiati».