Don Minzoni, oltre la bufera della violenza fascista

1 Novembre 2019

Il regista teramano Marco Cassini ha realizzato un film sul prete ucciso dal regime la pellicola sarà proiettata lunedì prossimo nella multisala Smeraldo della sua città 

TERAMO. Gli ultimi anni di vita di don Giovanni Minzoni, uno dei primi martiri dell’antifascismo, nel film “Oltre la bufera” di Marco Cassini. L’opera seconda del 33enne regista teramano è stata proiettata al Maxxi di Roma il 23 ottobre per “Alice nella città”, la sezione autonoma della Festa del Cinema di Roma, dopo la prima nazionale all’Apollo di Ferrara. Ora il lungometraggio arriva nella città di Cassini: lunedì 4 novembre doppia proiezione a Teramo nella multisala Smeraldo, alle 18 e alle 21.30 (biglietto 7.50 euro), presenti il regista e Stefano Muroni e Valeria Luzi, che hanno collaborato con Cassini alla sceneggiatura e hanno prodotto il film con la loro Controluce Produzione, sostenuta dalla Regione Emilia-Romagna.
Tutto è nato da un’idea del ferrarese Muroni, anche attore protagonista nel ruolo di don Minzoni, mentre Piero Cardano interpreta lo squadrista Augusto Maran. L’appuntamento di lunedì è stato presentato ieri in municipio da Cassini in compagnia del sindaco Gianguido D’Alberto e l’assessore alla cultura Andrea Core. I due amministratori hanno sottolineato la rilevanza del fare un film, soprattutto per le nuove generazioni, sull’eroico parroco in tempi di vecchi e nuovi fascismi, in cui «non ottiene l’unanimità in Senato la proposta della senatrice a vita Liliana Segre di una commissione contro l’odio».
Il film riflette anche «sui rapporti ambigui tra Chiesa e fascismo, che si impose grazie anche alla debolezza di una società che usciva dalla guerra», ha aggiunto Cassini, rimarcando la complessità della ricostruzione storica, compiuta da Muroni e Luzi con ricerche in archivi e biblioteche.
“Oltre la bufera”, girato nell’aprile 2018 nei luoghi di don Minzoni, tra Ferrara, Argenta, Mèsola, Portomaggiore, ha richiesto oltre un anno di lavoro in post produzione, fase in cui sono intervenuti altri due talenti teramani, Martina Colli per le musiche ed Ermanno Di Nicola per correzione colore ed effetti speciali. Oltre 70 ruoli, tra protagonisti, ruoli secondari, comparse, per un totale di 100 costumi d'epoca, firmati da Luigi Bonanno, uno dei costumisti di Tornatore, con la supervisione di Remo Buosi per le divise militari. Oltre 15 location ricostruite sia in interno che in esterno e la presenza, in alcune scene, di macchine del 1923 e mezzi della Prima Guerra mondiale.
La trama prende le mosse nel 1919, alla fine della Grande Guerra, quando don Giovanni Minzoni (Muroni) torna alla sua parrocchia di Argenta, nel Ferrarese, per riorganizzare la vita sociale e culturale della comunità, cercando di riunire nel vecchio ricreatorio i ragazzi dispersi nelle campagne. I socialisti, capeggiati dall’assessore comunale Natale Gaiba (interpretato da Rosario Petìx), dimostrano inizialmente disprezzo verso il prete e la Chiesa, ma quando i rapporti si distendono irrompe una nuova arrogante forza politica, nella Storia e nel piccolo paese emiliano. Un insegnante rancoroso, Augusto Maran (Cardano), tornato dalla guerra decide di conquistare il potere locale, con la violenza se necessario. Come nel resto d’Italia pure ad Argenta ci sono le prime aggressioni, che sfociano nell’uccisione di Gaiba. I paesani si aggrappano a don Minzoni, l’unico che può arginare le camicie nere. Il parroco risponde creando le prime cooperative femminili e un teatro per ragazzi. Il fascismo lo percepisce come un pericolo e tenta di portarlo dalla sua parte chiedendogli di diventare cappellano della milizia. Offerta che il sacerdote, resistente a blandizie, ricatti e minacce, rifiuta. Maran e la sua banda uccidono don Minzoni la notte del 23 agosto 1923.
Dopo la serata teramana “Oltre la bufera” rappresenterà l’Italia al Festival di Casablanca, prima di andare il 10 novembre a Berlino, su invito dell’Istituto italiano di cultura.
Stefano Muroni e Marco Cassini hanno già collaborato nel primo film del regista teramano “La notte non fa più paura” (2017), sul terremoto dell’Emilia del 2012, con Giorgio Colangeli, presentato alla Festa del Cinema di Roma e al Giffoni Film Festival, segnalato ai Nastri d’Argento 2017, selezionato ai David di Donatello 2018 e andato in onda sui canali Sky.
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