E al Marrucino in scena “Il figlio” con Cesare Bocci

Il testo di Zeller arriva il 18 febbraio a Chieti nella coinvolgente versione di Piero Maccarinelli
PESCARA. Mentre il film arriva nelle sale, il testo del drammaturgo francese Florian Zeller sta girando anche per i teatri italiani, nella versione diretta e trascritta da Piero Maccarinelli, che ha debuttato al Parioli di Roma lo scorso 5 febbraio.
«Andrà tutto bene» la battuta chiave, che contiene il senso di questa delicata opera dedicata sin dal titolo a Il figlio, che arriva dopo gli altri due testi della trilogia sulla famiglia, Il padre e La madre, e che andrà in scena al Teatro Marrucino di Chieti sabato 18 febbraio alle 21 e domenica 19 alle 17.30. «Andrà tutto bene» è il mantra che il padre usa per rassicurare gli altri e se stesso, tra illusione e negazione della realtà, mentre tutto sembra andare verso la tragedia. Quel che conta, tuttavia, non è il finale, ma come ci si arriva, con la scrittura di Zeller che procede attraverso un dialogo quotidiano che evidenzia l’incomprensione generazionale, stratificando il non detto e le difficoltà di comunicazione tra l'adulto razionale e fiducioso e il giovane vittima di un disagio irrazionale a cui non trova spiegazione.
Maccarinelli dona al tutto una regia ben ritmata, che beneficia degli ottimi attori, a partire dalle certezze del padre Piero di Cesare Bocci e dalla madre in preda allo sbandamento, Anna, interpretata da Galatea Ranzi. Completano il gruppo Marta Gastini, la concreta nuova moglie del padre, Sofia, e il giovane Nicola, interpretato da Giulio Pranno, che dona al suo personaggio misura e forza, tenerezza e disperazione assieme. Presupposto è la dolorosa separazione dei genitori: Piero si è innamorato di una donna più giovane e ha con lei un figlio, Sacha, mentre Nicola, alla viglia della maturità mostra un malessere che lo porta a voler vivere col padre, mentre la madre si sente oramai incapace di rapportarsi con lui. Tutti vivono sensi di colpa, compreso Nicola, diviso tra l’insensatezza del vivere e l’amore per i genitori. Davanti al suo male oscuro, il padre nulla sa dare a parte l’incongruo «Andrà tutto bene» e inutili incitamenti a reagire, mentre ogni rapporto si frantuma e mentre la sofferenza di Nicola si fa disperazione e ricatto amoroso.
La trama è semplice, ma non così il tessuto, ricco invece di emozioni e di voglia di svelare quel che troppo spesso si nasconde. Un teatro di sentimenti e indagini psicologiche che all'uscita farà discutere il pubblico, il che è già un pregio. Un’opera che si fa specchio della realtà, coinvolgendo e dando spunti di riflessione a chi si interroga sulle situazioni familiari sempre un po’ difficili dei nostri tempi.