E al Teatro Zeta c’è il graffio comico di Amurri

7 Aprile 2024

Nello spazio off aquilano ecco “Come ammazzare la moglie, e perché” dell’autore di tanta tv anni 60

L’AQUILA. Ultimo appuntamento con la stagione di teatro sperimentale “Volo Libero” – direzione artistica di Manuel Morgese – al Teatro Zeta di Monticchio dell’Aquila: in scena oggi alle ore 18 lo spettacolo della compagnia Seven Cults “Come ammazzare la moglie o il marito senza tanti perché”, trasposizione di teatrale a cura di Francesco Fanuele dei capitoli “Come ammazzare la moglie, e perché” e “Come ammazzare il marito senza tanti perché” del graffiante “Discorso costruttivo sulla famiglia” di Antonio Amurri, scrittore, paroliere, autore televisivo e umorista noto al pubblico televisivo degli anni Sessanta e Settanta, con Maddalena Rizzi, Francesco Maria Cordella, Bruno Governale e Alessandra Cavallari. Regia di Filippo d’Alessio. La comicità stringata ed elegante di Amurri prorompe in maniera emblematica con una vena ironica dissacrante e con i suoi commenti e giudizi portati al limite di assurdi ma divertenti «consigli di rapida eliminazione» mette sotto una spietata lente di ingrandimento vizi e difetti, incomprensioni ed egoismi, nevrosi e comportamenti maniacali di una lunga serie di mogli e di mariti ingombranti, di fronte ai quali non vede altra possibilità che una pronta e spietata eliminazione. La comicità di Amurri è costruita su situazioni reali, nelle quali molto spesso rivivono fatti e persone. «La nostra ambizione», si legge nelle note dello spettacolo, «è far riemergere con allegria una comicità elegante intorno al tema delle relazioni di coppia di un tempo, in un parallelismo con i paradossali comportamenti di chi anche oggi si appresta alla vita di coppia». La commedia presenta in modo esilarante le dinamiche che caratterizzano, a volte inconsapevolmente, il vivere quotidiano. Il tutto giocato in uno specchio che riflette in una giovane coppia pronta a sposarsi, umori e pensieri e considerazioni sul tema del matrimonio.