E il magistrato racconta un thriller all’americana

23 Gennaio 2015

PESCARA. “Non sono un assassino” (2014 Newton Compton, 282 pagine, € 9,90) è la seconda prova narrativa di Francesco Caringella, magistrato del Consiglio di Stato, la cui formazione e professione si...

PESCARA. “Non sono un assassino” (2014 Newton Compton, 282 pagine, € 9,90) è la seconda prova narrativa di Francesco Caringella, magistrato del Consiglio di Stato, la cui formazione e professione si avvertono palpabilmente in questo bel legal thriller, leggendo vorticosamente il quale - giacché si tratta di un page turner, che non si fa lasciare dalla prima all’ultima pagina - si respira l’atmosfera di cult movie statunitensi d’ambientazione giudiziaria come “La parola ai giurati” o “Il verdetto” di Sidney Lumet.

L’azione fa infatti da sfondo e in primo piano c’è l’accusato con la sua personalità, coinvolto nel dramma processuale di provare la propria innocenza, di sentirsi restituito alla vita di ogni giorno e di sottrarsi all’identità di assassino che un complesso di circostanze, quasi impossibili da demolire, sembra cucirgli addosso: anche perché qui il presunto colpevole è un vice commissario, Francesco Prencipe, un energico funzionario di polizia e la vittima (il cadavere eccellente trovato riverso su una poltrona, dopo che qualcuno gli ha sparato, nella villa dove viveva da solo di fronte al mare di Puglia) è lo stimatissimo magistrato Giovanni Mastropaolo, un sostituto procuratore nominato all’Antimafia, da sempre suo amico e protettore. Lui era lì mentre si consumava il delitto e subito dopo è stato visto allontanarsi a gran velocità con l’auto, ci sono testimonianze concordi sul punto. Dinamica incandescente, e tutta di psicologia processuale, dunque, questa che Caringella rende in prima persona.

“Non sono un assassino” sarà presentato a Pescara, nella sala rossa del Mediamuseum, oggi alle 18. Dopo i saluti del sindaco Marco Alessandrini e l’introduzione di Franco Farias, ne parleranno con l’Autore Angela Capobianchi, Germano D’Aurelio e Viviana Del Toro.

(g.d’a.)

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