Ecco i discendenti del genio E fra i pronipoti c’è Zeffirelli

Il professor Vezzosi ha presentato a Vinci i risultati di 43 anni di ricerche Serata-evento alla presenza degli ultimi rappresentanti della stirpe di Ser Piero
di Marco Sabia
VINCI
Una ricerca durata 43 anni e che ha permesso di individuare 35 discendenti viventi di Leonardo da Vinci:è questo il risultato della ricerca iniziata nel 1973 che Alessandro Vezzosi e Agnese Sabato hanno presentato al teatro di Vinci in occasione dell'evento "Leonardo Vive" a cui hanno partecipato anche 18 dei discendenti stessi. Non ha potuto partecipare quello più illustre, il maestro del cinema italiano Franco Zeffirelli, all'anagrafe Gianfranco Corsi. Zeffirelli è infatti figlio di Ottorino Corsi (nato e vissuto a Vinci e successivamente a Firenze), nipote di Olinto Corsi, uno dei personaggi più noti della Vinci di fine Ottocento.
Secondo la ricostruzione dell’albero genealogico da parte di Vezzosi e Sabato la famiglia Corsi si è imparentata con la famiglia Da Vinci nel 1794 grazie al matrimonio fra Michelangelo di Tommaso Corsi e Teresa Alessandra Giovanna di Ser Antonio Giuseppe Da Vinci, diretta discendente di Ser Piero, padre di Leonardo.
«Dopo alcune dichiarazioni dello stesso Zeffirelli - spiega Vezzosi - in occasione del Premio Leonardo che nel 2007 gli venne consegnato dal Presidente Napolitano, ho fatto una serie di ulteriori ricerche per definire esattamente il rapporto tra la famiglia di Leonardo Da Vinci e quella dei Corsi, e quindi di Zeffirelli. E anche sulle due case appartenute in antico alla famiglia di Leonardo e poi agli antenati di Zeffirelli nel borgo e nella campagna di Vinci».
Quasi tutti i 18 discendenti presenti giovedì sera a Vinci sono stati contattati solo pochi giorni fa dagli autori della scoperta. Fra loro Giovanni Calosi, nato nel 1940 e residente a Vinci, ex ragioniere in una ditta di falegnameria. Calosi è stato il primo ad essere stato informato della discendenza diretta con Leonardo Da Vinci: «Mia madre Dina aveva ragione - racconta Calosi - ci parlava di documenti e lettere scritte al contrario che si leggevano solo allo specchio. Da generazioni si tramandava quella che noi abbiamo sempre ritenuto essere una leggenda e che invece si è poi dimostrata realtà. E' per questo che a quei documenti, andati persi e venduti, non avevamo mai dato importanza».
Gli fa eco la figlia Elena, classe 1968, architetto di Empoli:«Questa ricerca ci ha permesso di ricordare tutto quello che la nonna ci raccontava. Mio padre mi ha svelato solo alla fine i motivi della collaborazione con Vezzosi. Cosa si prova a essere discendenti di Leonardo Da Vinci? Ovviamente sono sorpresa io stessa, ma felice, felice anche per la mia nonna che non c'è più, e che era orgogliosa di avere il cognome Vinci. Stento io stessa a crederci ma è davvero emozionante vedere ricostruito il proprio albero genealogico ed andare a fondo delle proprie radici. Se poi fra queste radici trovi avi così importanti come Leonardo, ovviamente dopo lo stupore la gioia prende il sopravvento. Chi non ha studiato Leonardo o visto i suoi dipinti?».
Ma come è nata l'incredibile ricerca della coppia Vezzosi - Sabato? «Abbiamo già ricordato - continua Vezzosi - che Ser Antonio Giuseppe Da Vinci morì nel 1803 e che fu sepolto a Vinci nella tomba dei Da Vinci, nella chiesa di Santa Croce. Essendo nel 1793 già scomparso suo figlio Vincenzo Leonardo, egli nominò sue eredi principali le figlie Orsola Carolina e Teresa Alessandra Giovanna. Questa aveva sposato nel 1794 Michelangelo di Tommaso Corsi, ma dagli Stati d'Anime della parrocchia di Santa Croce non risultano figli. Invece, uno dei fratelli di Michelangelo, Antonio di Tommaso (sposato con Stella Vezzosi) ebbe molti figli, dando vita a un ramo della famiglia Corsi che rientra nell'albero genealogico di cui parliamo oggi per affinità. Fra i figli di Antonio ci interessa in particolare Giuseppe, padre di Olinto, nato nel 1857 e sposato con Francesca Ida del fu Remigio Cerboni, dai quali nascerà Ottorino (padre di Zeffirelli), che si trasferì a Firenze e a sua volta ebbe, con Alaide Garosi, un figlio illegittimo, poi riconosciuto, quel Gianfranco che diventerà uno dei più grandi registi del Novecento».