Ecco “Molière Uanmensciò” monologo di Falco a Ortona sul commediografo francese

18 Marzo 2024

ORTONA. Una cavalcata entusiasmante dentro la vita di Molière. Il rapporto con i genitori avuto dal grande commediografo e attore francese, la scoperta del teatro, i suoi amori, i suoi successi e i...

ORTONA. Una cavalcata entusiasmante dentro la vita di Molière. Il rapporto con i genitori avuto dal grande commediografo e attore francese, la scoperta del teatro, i suoi amori, i suoi successi e i suoi dispiaceri. Immergersi nella vita di uno dei più grandi autori e attori di tutti i tempi diventa occasione per riflettere sull’attualità e dunque sulla condizione dell’artista oggi, su com'è cambiata la società. Tutto questo e altro ancora nello spettacolo “Molière Uanmensciò”, scritto, diretto e interpretato da Fabrizio Falco, prodotto da Casa del Contemporaneo, che giovedì 21 marzo, ore 20.45, andrà n scena al cinema auditorium Zambra di Ortona. La raffinata penna di Falco tratteggia una delle figure più importanti del teatro classico francese tenendo sempre alta l’attenzione e l’interesse degli spettatori: egli passa dagli scontri con il padre, tappezziere di corte, uomo fin troppo pragmatico per accettare che il figlio faccia l’attore riducendosi a essere un vagabondo senza un soldo, ai fiaschi al botteghino dell’Illustre Théâtre, compagnia con cui mette in scena le prime tragedie, fino ai successi di commedie come “Il Tartufo”, “Don Giovanni” e “Il Misantropo”, che se da un lato contribuirono ad accrescere la fama di Molière, dall’altra destarono scandalo, provocando le antipatie degli ambienti conservatori e religiosi della monarchia. Falco porta sul palco di Ortona un testo fresco, intelligente, sociale e comico al tempo stesso che strappa risate con colloqui solitari, imitazioni esilaranti e divagazioni sull’amore, e fa immergere Molière in una Parigi brulicante di umanità colorata, disordinata, affascinante ma anche sporca, pericolosa, piena di ingiustizie sociali. Nato a Messina, cresciuto a Palermo, Falco si diploma all’Accademia d’Arte Drammatica Silvio d’Amico nel 2010 e decolla, lavorandocon Luca Ronconi, Andrea De Rosa, e ancora diretto da Mario Ferrero, Lorenzo Salveti, Massimiliano Farau, Walter Manfrè, Luca Bargagna, Silvio Peroni, Francesco Saponaro. Esordisce al cinema nel 2012 con due film, entrambi in concorso alla Mostra di Venezia: “È stato il figlio”, di Daniele Ciprì e “Bella addormentata” di Marco Bellocchio, aggiudicandosi il Premio Mastroianni per il miglior giovane attore emergente. Paolo e Vittorio Taviani lo dirigono nel film “Maraviglioso Boccaccio” e Irene Dionisio nell’opera prima “Le ultime cose” (prossimamente al cinema).