Emma: «Con il nuovo disco ho perdonato le mie fragilità»

MILANO. “Essere qui” è una presa di coscienza personale e artistica. Emma ha presentato così, ierii a Milano, il suo sesto album, in uscita oggi. «In questo disco ho perdonato la parte più fragile di...
MILANO. “Essere qui” è una presa di coscienza personale e artistica. Emma ha presentato così, ierii a Milano, il suo sesto album, in uscita oggi. «In questo disco ho perdonato la parte più fragile di me, ho imparato ad accettare cose che preferivo non vedere: mi racconto nella forma più onesta e sincera che conosco», dice la cantante. «Fermarmi per un po’ mi ha dato la possibilità di ascoltarmi di più: mi mancava la fiducia in me stessa, ora vedo più luce».
A scatenare il cammino verso quello che Emma descrive come un «nuovo linguaggio» è stato “L'isola”, incipit ma anche episodio a parte dell'album: «È il primo brano che ho ascoltato, due anni e mezzo fa: è stato come se un fascio di luce mi avesse spaccato in due, il motore che mi ha spinto a lavorare in questa maniera. Non volevo tradire quella spinta, l'ho sputata fuori in tutta la sua verità: per molti pubblicarlo come primo singolo è stato un salto nel buio, ma non si fanno rivoluzioni senza morti e feriti!». L'esito è una più matura consapevolezza, che traspare nella schiettezza dell'inno sull'identità femminile “Le ragazze come me” così come nei risvolti sociali di “Malelingue”, definita «un manuale per rispondere al cyberbullismo con il sorriso e l'indifferenza». La sicurezza di sé è del resto chiara fin dalla copertina: «Ho fatto pace con il mio lato femminile, anche questa è maturità: ci sono ambienti ancora sessisti nella musica italiana, per cui una volta sentivo di impormi più come musicista vera dietro un chiodo di pelle». Un ruolo che ora è invece rivendicato nella collaborazione con strumentisti illustri tra cui Paul Turner dei Jamiroquai, Ninja dei Subsonica e Adriano Viterbini dei Bud Spencer Blues Explosion: «Non mi sono mai voluta rinchiudere in un genere, e questo è arrivato forte e chiaro a tutti loro. Ho scelto questa carriera per il palco».
Con la co-produzione di Luca Mattioni, Emma attraversa allora pop, rock, soul e funk con spirito rinnovato. Merito anche del lavoro autorale di penne storiche come Giuliano Sangiorgi (Portami via da te) o Amara (Le cose che penso), di nuove firme come Federica Abbate e Davide Petrella (Effetto Domino) o Gianni Pollex (Sottovoce), e anche della stessa Emma che ha scritto “Sorrido lo stesso” con Giovanni Caccamo e Alessandra Flora: «È la sintesi più onesta di tutto il mio percorso». 'Essere quì sarà presentato dal vivo in un tour che a maggio porterà Emma in sette palasport. Nessuna data, per ora, è prevista in Abruzzo.
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