Emma: nel mio nuovo album non indosso più armature

È uscito ieri “Souvenir” della cantante salentina, da novembre il tour nei club «La mia cosa migliore nel periodo peggiore, ma in realtà il disco non è concluso»
Come un pugile che cambia modo di combattere sul ring, Emma prova a modificare i passi, abbassa la guardia per sentirsi più libera di muoversi in tutte le direzioni. All’inizio del nuovo round si presenta con Souvenir, album uscito ieri, tra consapevolezza e un profondo respiro.
«È un disco nel quale depongo completamente le armi», racconta Emma, «ma non in senso di resa, tutt’altro. Semplicemente non voglio più indossare un’armatura solo per paura di ferirmi». Per farsi il fiato, questa volta l’allenamento è stato il viaggio, tanto quello geografico in luoghi differenti che hanno visto nascere le idee per le 9 canzoni in scaletta, da Iniziamo dalla finw alla bonus track Taxi sulla luna, quanto quello mentale. «Il disco parte da dentro, dal mio cervello», spiega la voce delle nuove Amore cane (con Lazza) e Mezzo mondo, «ma è stato concepito on the road, perché l’ho praticamente scritto in macchina, viaggiando. Il tutto era iniziato sul Lago di Garda, poi c’è stato uno stop drastico a causa di quello che mi è successo (la scomparsa del padre, ndr). Quando sono tornata in studio è stato un combattimento, ma anche una serie di dialoghi cuore a cuore con autori e produttori. Forse ho fatto la mia cosa migliore nel periodo peggiore». Le canzoni di Souvenir sono anche il mezzo che consente ad Emma di sperimentare un nuovo modo di confrontarsi con la sua arte ma anche con la vita in generale. Guantoni ben saldi, ma non solo per difendersi o colpire prima di essere colpiti, quanto per vedere come si sta, sul medesimo ring, con una tecnica differente. «Non ho aspettative», aggiunge l’artista, «e non ne voglio avere. La vita ti cambia e ti insegna quali sono le cose importanti. Io, tanto nella vita personale quanto in questo album, sono proprio un’altra persona. Non faccio più dischi con l’intenzione di dimostrare qualcosa, ma per fare la musica che mi piace. Sono una cantante ed è l’unica cosa che mi viene un po’ bene nella vita». Più che un disco, è un diario di viaggio, con una partenza ben definita ma un punto di arrivo non per forza già scritto, come nei viaggi, quelli veri. «C’è un inizio preciso e uno svolgimento», racconta Emma, «ma in realtà il disco non è finito. La partenza è Mezzo Mondo, la canzone che mi ha rimesso in piedi e con cui ho voluto dire chiaro che ci si può perdere nella vita, ma anche ritrovarsi. Questo disco è l’antipasto, poi vediamo cosa succede». Le canzoni dell’album, compreso lo spartiacque Intervallo dedicata al padre tra rabbia e dolcezza, saranno protagoniste del Souvenir In Da Club, tour nell'intimità dei club, con 18 appuntamenti e partenza il 10 novembre.