Esce Notti magiche il “come eravamo” scanzonato di Virzì

8 Novembre 2018

Il regista presenta stasera a Pescara il suo film Barden e Cruz amanti nel noir Tutti lo sanno 

È un affettuoso e canzonatorio “come eravamo” sul cinema e il costume il film di Paolo Virzì Notti magiche, stesso titolo del tormentone di Gianna Nannini e Edoardo Bennato inno ufficiale ai Mondiali di calcio 1990 giocati in Italia.
I campionati in casa che gli azzurri dovevano vincere e invece persero per un rigore sbagliato nella semifinale contro l’Argentina di Maradona. Proprio mentre si gioca la partita fatale, a Roma l’auto di un importante e un po’ cialtrone produttore cinematografico, Leandro Saponaro (Giancarlo Giannini), precipita nel Tevere, con lui già cadavere a bordo. Vengono sospettati tre giovani sceneggiatori, vincitori del prestigioso Premio Solinas: Antonino (Mauro Lamantia), Luciano (Giovanni Toscano), Eugenia (Irene Vetere). In una notte di interrogatori al comando dei carabinieri i tre ragazzi ripercorrono il loro arrivo trepidante nell’ambiente cinematografico romano. Scritto da Virzì (che questa sera presenterà il film a Pescara, cinema Massimo ore 20.30) con Francesca Archibugi e Francesco Piccolo, Notti magiche è un omaggio e un affresco elegiaco, tra splendori e miserie, del cinema italiano tra fine anni ’80 e i primi ’90, quando i grandi maestri erano ancora vivi e attivi. Ci si può sbizzarrire a indovinare i protagonisti del tempo, tra allusioni e camei, come quelli di Ornella Muti e Roberto Herlitzka. Riconoscibili anche i politici, da Craxi a De Michelis.
Il regista iraniano Asghar Farhadi, pluripremiato con Oscar, Orsi e Palme (Il cliente, Una separazione, About Elly), maestro nel dare sfumature thriller allo psicodramma familiare, dirige Penélope Cruz, Javier Bardem e Ricardo Darín nel noir Tutti lo sanno. La spagnola Laura (Cruz) torna dall’Argentina in patria col marito Alejandro (Darìn) e i figli per il matrimonio della sorella. Nel paese natale, tra distese di vigneti, ritrova l’amore di gioventù Paco (Bardem). Durante la festa di nozze la figlia adolescente Irene scompare e un passato sepolto riemerge.
Dagli Stati Uniti arriva Senza lasciare traccia di Debra Granik. Il reduce Will (Ben Foster), traumatizzato dalla guerra in Afghanistan, vive nascosto dal mondo un’esistenza eremitica nel Forest Park di Portland con la figlia adolescente Tom (Thomasin McKenzie). In quell’eden protettivo padre e figlia, legati da un profondo rapporto simbiotico, si sentono al sicuro. L’utopica vita nei boschi s’interrompe quando Will e Tom vengono scoperti e affidati ai servizi sociali per il reinserimento nel consorzio sociale.
Gerard Butler e Gary Oldman nell’action Hunter Killer - Caccia negli abissi di Donovan Marsh, sfida nelle profondità del Mar Glaciale Artico. Il capitano Joe Glass, al comando di un prototipo di sottomarino guida un gruppo di Navy Seals nella missione di salvare il presidente russo, rapito durante un golpe da un generale con l’intento di scatenare la terza guerra mondiale.
Il disegnatore e cineasta Gianni Pacinotti, in arte Gipi, è regista e interprete del mockumentary Il ragazzo più felice del mondo. Da oltre vent’anni il misterioso Francesco X scrive ai maggiori autori italiani di fumetti sempre la stessa lettera, spacciandosi per un fan 15enne e chiedendo “uno schizzetto” in regalo: ogni busta contiene un cartoncino bianco e un francobollo per la risposta. Quando Gipi riceve a sua volta la richiesta (la storia è vera) inizia a indagare sul misterioso ammiratore.
In sala anche l’avventura per famiglie Ötzi e il mistero del tempo di Gabriele Pignotta, vincitore al Giffoni Film Festival. È la storia di amicizia tra l’11enne Kip e i suoi due inseparabili amici con Ötzi, la mummia tornata magicamente in vita dopo cinquemila anni. Nel cast, oltre ai giovanissimi Diego Delpiano, Amelia Bradley, Judah Cousin, anche Michael Smiley (Ötzi), Alessandra Mastronardi (la strega) e Vinicio Marchioni (il padre di Kip). Scoperta nel 1991, la mummia Ötzi, risalente all’età del rame, è conservata a Bolzano nel museo archeologico dell’Alto Adige.
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