“Everything” domina con 11 candidature Per Italia c’è “Pupille”

Il film dei Daniel sbarra la via a Spielberg che ne incassa 7 In corsa per la Miglior regia solo uomini. Ed è polemica
Everything Everywhere All at Once sbarra la strada a un mostro sacro come Steven Spielberg, ma soprattutto agli Spiriti dell’Isola e a Niente di nuovo sul Fronte Occidentale: il dramedy di Daniel Kwan e Daniel Scheinert (collettivamente soprannominati «i Daniel») ha strappato 11 nomination contro le 9 del film irlandese di Martin McDonagh per Searchlight arrivato ex aequo col manifesto anti-guerra sulle trincee della Prima guerra mondiale diretto da Edward Berger per Netflix.
Le nomination per 23 categorie di Oscar sono state annunciare a Beverly Hills da Riz Ahmed e Allison Wilson in vista della “notte delle stelle” del 12 marzo. L’Italia è entrata due volte nelle cinquine con Le Pupille di Alice Rohrwacher in corsa per il miglior cortometraggio live action e Aldo Signoretti, l’hair stylist di Elvis. «Dedico la nomination all’Oscar alle “bambine cattive” che cattive non sono affatto e che sono in lotta ovunque nel mondo. Auguro che, come nel mio cortometraggio Le Pupille, possano rompere la torta e condividerla tra loro», ha detto la regista italiana commentando la candidatura tra i Best live action short del film, che è una produzione Tempesta ed Esperanto Filmoj per Disney, disponibile in esclusiva su Disney+, prodotto da Carlo Cresto-Dina, Alfonso Cuarón e Gabriela Rodriguez.
Aver spopolato alle nomination non è garanzia di far lo stesso agli Oscar, come sanno bene Martin Scorsese e Netflix quando tre anni fa con The Irishman fecero da asso pigliatutto alle candidature e al dunque rimasero a bocca asciutta. Arrivato in corsa dopo avere stravinto (14 volte) ai Critics Choice Awards, Everything Everywhere è entrato in gara anche per la statuetta più prestigiosa, il miglior film (dal 2009 sono dieci slot, votati da oltre 10 mila elettori in 80 paesi), contro film diversissimi come i blockbuster Top Gun: Maverick, Avatar - La Via dell'Acqua (3,5 miliardi di dollari in biglietti venduti tra tutti e due), Niente di nuovo sul fronte occidentale, Elvis, l’intelettuale Tár, gli Spiriti dell'Isola, The Fabelmans, Triangle of Sadness Palma d’Oro a Cannes e il dramma femminista Women Talking per cui Sally Potter ha conquistato anche uno slot per la migliore sceneggiatura non originale.
La cineasta britannica, unica donna nella rosa del premio più prestigioso, non è invece entrata in gara tra i cinque migliori registi. Sono tutti uomini infatti – sviluppo atteso ma che ha suscitato subito polemiche sulla parità di genere – i registi candidati nel 2023: Todd Field di Tár, i Daniel, Martin McDonagh, Ruben Ostlund di Triangle of Sadness e Spielberg, quest'ultimo candidato al suo terzo Oscar.
Cate Blanchett, alla sua ottava nomination, naviga intanto verso il terzo Oscar come miglior attrice dopo The Aviator e Blue Jasmine, insidiata dalla sessantenne Michelle Yeoh di Everything Everywhere e Michelle Williams di Fabelmans, più Ana de Armas di Blonde, Andrea Riseborough di To Leslie. Per il migliore attore è una corsa a tre tra Austin Butler (Elvis), Colin Farrell (Gli Spiriti dell’Isola) e Brendan Fraser (The Whale), mentre per gli altri due slot sono di Bill Nighy di Living e Paul Mescal del dramma britannico Aftersun, entrambi alla prima candidatura.
È rimasto invece a bocca asciutta Tom Cruise, la star che nel dopo Covid più si è battuto per riportare il pubblico nelle sale, nonostante le nomination al suo Top Gun. Tra le altre candidature, oltre a quella attesissima del Pinocchio di Guillermo Del Toro, è entrato in gara Tutta la Bellezza e il Dolore di Laura Poitras confermando il verdetto di Venezia in cui ha vinto il Leone d’oro. Angela Bassett è diventata la prima attrice (o attore) di un film Marvel ad essere candidata per Black Panther: Wakanda Forever mentre Rihanna ha conquistato la sua prima nomination, in lizza contro Lady Gaga e Diane Warren, quest’ultima per la quattordicesima volta grazie ad “Applause” dal film italiano «di donne per le donne» Tell It like a Woman con Maria Sole Tognazzi prodotto da Ambi che all’inizio di marzo sarà proiettato dall’Italia all’Onu per attirare l’attenzione sui temi della lotta alla violenza di genere e l’empowerment femminile. Per il film internazionale si sono piazzati Close, Niente di nuovo sul fronte occidentale, Argentina, 1985, Eo, The Quiet Girl.