Fabrizio Bentivoglio all’Aquila: 3 spettacoli al Teatro Ridotto

Primo appuntamento domani, si replica giovedì e venerdì Il monologo dal libro postumo dell’intellettuale pescarese
L’AQUILA. Ennio Flaiano, la sua figura, i suoi pensieri, gli aforismi, alcuni articoli scritti per giornali e riviste rivivono nel reading teatrale-musicale Lettura clandestina – La solitudine del satiro, con Fabrizio Bentivoglio, spettacolo tratto dal libro antologia postumo dell’intellettuale pescarese. Il lavoro va in scena all’Aquila per la stagione teatrale organizzata dal Teatro Stabile d’Abruzzo. Appuntamento al Ridotto del teatro Comunale domani, mercoledì 24 gennaio, alle 21, giovedì 25 alle 17.30 e venerdì 26 alle 21.
Bentivoglio, accompagnato da Ferruccio Spinetti al contrabbasso, ha pensato questo lavoro (atto unico, durata 60 minuti) come omaggio a Flaiano, del quale nel 2022 cadeva il cinquantenario della morte. Coordinamento artistico e distribuzione di Elena Marazzita, produzione AidaStudio Produzioni in collaborazione con Bubba Music. Lettura clandestina – La solitudine del satiro nasce da un’idea dell’attore milanese, che così descrive il progetto: «Pochi mesi prima di morire, ma era da qualche anno che ci pensava, Flaiano aveva cominciato a raccogliere in una cartella dal titolo autografo La solitudine del satiro alcuni articoli, con l’intento di approntare un libro che potesse servire per «riuscire a sbrogliare il filo della nostra vita italiana, capire perché in Italia la linea più breve tra due punti è sempre l’arabesco», come dichiarò in un’intervista dell’aprile 1972, parlando del libro a cui stava lavorando. L’intento della messa in scena è, attraverso lo sguardo di Flaiano su quell’Italia di cinquant’anni fa, poter sbrogliare il filo della nostra vita italiana e arrivare a capire meglio anche questa Italia di oggi».
Proverbiale artefice di aforismi, molto usati e abusati ancora oggi, Ennio Flaiano (Pescara, 5 marzo 1910 – Roma, 20 novembre 1972) è stato un protagonista di primo piano della vita intellettuale italiana, soprattutto in quel fertile arco di tempo che va dall’immediato dopoguerra al boom economico alla fine degli anni Sessanta. Flaiano è molto citato, ma, si chiede Bentivoglio, quanto è realmente conosciuto? I suoi motti, che ancora oggi punteggiano social e articoli di giornale, «hanno decostruito meticolosamente la società italiana di quel periodo, per raffigurarne con intento satirico i (molti) vizi e le (poche) virtù». Scomparso prematuramente a 62 anni dopo aver lasciato il segno su letteratura, televisione, cinema, radio, Ennio Flaiano «non ebbe modo di trasportare oltre la propria statura di laico moralista, oggi citata sì ma poco nota, anche perché di quel tipo di intellettuale si sono perse le tracce al giorno d’oggi».
Lettura clandestina restituisce alcuni tra gli innumerevoli articoli che il grande pescarese scrisse per giornali e riviste, selezionati e letti da Bentivoglio con il contrappunto del contrabbasso di Spinetti, per raccontarne la figura e tramandare fino al presente un uomo che come pochi altri ha saputo raccontare l’Italia per ciò che, incredibilmente, ancora oggi è».