Famiglie miste coppie in crisi e guerra in Cecenia

di Anna Fusaro Eccolo un film che cerca le sfumature giuste. “Black or White” di Mike Binder con Kevin Costner, in uscita oggi nelle sale. Nulla infatti è solo bianco o nero in questa storia...
di Anna Fusaro
Eccolo un film che cerca le sfumature giuste. “Black or White” di Mike Binder con Kevin Costner, in uscita oggi nelle sale. Nulla infatti è solo bianco o nero in questa storia americana di razzismi incrociati che vede protagonista una famiglia a colori. Il divo lascia le scatolette di tonno per la bottiglia, calandosi nel ruolo di Elliot Anderson, avvocato di successo rifugiatosi nell'alcol dopo la morte della moglie in un incidente stradale. I due crescevano Eloise (Jillian Estell), la bambina che la loro figlia, morta dopo il parto, aveva avuto da un ragazzo nero, tossico e inaffidabile. Rimasto vedovo, Elliot deve affrontare una battaglia legale per l'affidamento della nipotina contro la nonna paterna Rowena (Octavia Spencer), che reclama la custodia della piccola, dimentica dei limiti del proprio figlio e determinata a non far crescere la bimba in un quartiere bianco.
Cecenia 1999: un bambino di nove anni, Hadji (Abdul Khalim Mamutsiev), è il protagonista di “The Search”, che il regista Michel Hazanavicius, autore del pluripremiato “The Artist”, ha ambientato all'epoca del secondo conflitto ceceno. Dopo l'uccisione dei genitori da parte dei soldati russi, Hadji fugge terrorizzato dal villaggio portando in braccio il fratello neonato; unitosi a un gruppo di rifugiati, verrà aiutato da Carole (Bérénice Bejo), che lavora per la delegazione europea. Intanto la sorella maggiore Raissa è in cerca dei fratellini. Alle loro storie s'intreccia la vicenda del 20enne Kolia, recluta dell'esercito russo.
Esce oggi anche il nuovo film, il terzo, della premiata ditta Sergio Castellitto e Margaret Mazzantini, lui regista e lei sceneggiatrice di “Nessuno si salva da solo”, tratto dall'omonimo romanzo di lei. Una storia d'amore finito, come tante, raccontata in un lungo flashback durante la cena al ristorante in cui i due ex coniugi Delia e Gaetano, interpretati da Jasmine Trinca e Riccardo Scamarcio, si incontrano per decidere le vacanze dei figli Cosmo e Nico. Man mano che la serata procede e i due parlano il risentimento si stempera, mentre al contrario nel racconto a ritroso si assiste al deteriorarsi del rapporto.
Ieri, 4 marzo, giorno in cui Lucio Dalla avrebbe compiuto 72 anni, è uscito il documentario di Mario Sesti “Senza Lucio”. Presentato al Festival di Torino, il film ricostruisce il mondo di uno dei cantautori più amati attraverso gli occhi di Marco Alemanno, la persona che è stata più vicino a Dalla negli ultimi dieci anni. Il documentario è anche una mappa dei luoghi del cuore di Lucio Dalla: Bologna, naturalmente, e la Puglia, le isole Tremiti, la Sicilia. Il racconto di Alemanno si intreccia alle voci dei critici musicali Ernesto Assante e Gino Castaldo, degli artisti Luigi Ontani e Mimmo Paladino, e dei tanti amici musicisti, attori, registi, Charles Aznavour, Marta sui tubi, Paolo Nutini, Renzo Arbore, Piera Degli Esposti, Isabella Rossellini, Paolo e Vittorio Taviani, John Turturro, Toni Servillo, oltre alla gente comune.
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