Fedez live a Pescara: "Sono un rapper e tante altre cose"

Federico Leonardo Lucia (Fedez) si esibirà il prossimo 27 giugno al porto turistico Marina di Pescara nell’ambito del contenitore di eventi “Estatica 2015”, presentando il suo album “Pop-Hoolista”
PESCARA. Si definisce un «diversamente rapper», Fedez, prendendo le distanze da chi lo considera soltanto «un prodotto della scena hip hop». Una definizione resa ben evidente dal suo nuovo lavoro discografico “Pop-Hoolista”, pubblicato dall’etichetta Newtopia, fondata con J-Ax. L’album, il quarto in studio, certificato doppio disco di platino, sconfina nel punk, nell’elettronica, nel reggae, ma anche nel cantautorato. E, ancor più evidente, emerge il suo essere diversamente rapper nello show con cui ha debuttato lo scorso marzo al Forum di Assago e con cui farà tappa il prossimo 27 giugno al Porto Turistico di Pescara nell’ambito di Estatica.
Fedez, al secolo Federico Leonardo Lucia, fonde musica e teatro per raccontare l’attualità e le contraddizioni della società contemporanea. Affronta nel live tematiche politiche e di critica sociale, raccontando attraverso la commistione di generi e differenti linguaggi. Rivisita in modo inedito la forma del “teatro canzone”, abbinando monologhi e contributi video, tra cui quello con protagonista Francesco De Gregori, ai brani proposti. Numerose le collaborazioni presenti nell’album, come quelle con Noemi, Malika Ayane e J-Ax. Ma Fedez è stato anche tra i giudici dell’edizione 2014 del talent X Factor: a trionfare fu Lorenzo Fragola, uno dei concorrenti della sua squadra. Fragola è stato tra gli ospiti del Forum di Assago in occasione della prima data del Pop-Hoolista Tour. Il Centro ha intervistato Fedez in occasione della tappa abruzzese dello show.
Diversamente rapper. Una definizione che le consente di prendere le distanze dalle etichette?
Diciamo che è più l’ambiente rap che prende le distanze da me. Penso che ci sia una forte esigenza di etichettare le persone in generale, si sente il bisogno di cucire addosso stereotipi. A me interessa molto poco essere etichettato. Ho fatto molta gavetta, vengo da quel contesto, ci sono cresciuto, ma la mia evoluzione artistica ha previsto anche delle esigenze diverse. Ho un background prevalentemente punk, tante mie influenze vengono da lì, ma uso sonorità che si mischiano a tante altre.
Tra i brani contenuti nel nuovo album c’è “Non c’è due senza trash”, ritratto sarcastico della tv sensazionalistica. Cosa salva e cosa butta della televisione italiana?
Non sono un grandissimo fruitore della televisione. Penso che esista una tv fatta bene e una fatta male. E’ un pezzo di satira in cui vado a criticare un certo tipo di televisione.
Tra le special guest del suo videoclip ci sono J-Ax e l’abruzzese Rocco Siffredi. Perché questa scelta?
L’idea di coinvolgere J-Ax è stata fisiologica. Viviamo in simbiosi da più di un anno, condividiamo un progetto discografico. Ho scelto Siffredi, invece, perché nel video faccio una citazione a un videoclip dei Blink 182 in cui corrono nudi e ho voluto dare questa sfumatura ironica.
Quali sono i punti di forza dello show?
È difficile. Non sono bravo a giudicare quello che faccio. È uno spettacolo vero e proprio. Si affrontano diverse tematiche, si parla molto, ci sono un contributo di De Gregori, c’è l’influenza di tantissime cose.
Al concerto di Assago ha detto ai suoi fan: “Non siete voi che dovete sognare di essere uno come me, ma sono io a sperare di rimanere come voi”. Qual è il suo rapporto con il pubblico?
«Un ottimo rapporto, molto diretto. Ho costruito un rapporto dedito a essere veramente diretto artista-pubblico, senza intermediari. Quella frase l’ho usata perché è la cosa più difficile, è troppo facile dire che il successo e la condizione che vivo non mi abbia cambiato. Queste cose ti cambiano e sta nella bravura dell’artista non diventare ciò che non è.
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