Femminile Plurale, in scena la creatività delle donne tra libertà, paura e battaglie

22 Febbraio 2024

Al Florian di Pescara la rassegna che riflette sulla disparità di genere Si parte domani sera con “Freevola”, premiato monologo di Mariani 

PESCARA. Una rassegna creata da donne per dar voce alla creatività femminile e riflettere sulla disparità di genere, ma parlando a tutti. È Femminile Plurale – L’Arte delle Donne, calendario di spettacoli, incontri, laboratori, libri, organizzato dal Centro di produzione teatrale Florian Metateatro di Pescara, direzione artistica Gulia Basel e Chiara Sanvitale. La terza edizione è stata presentata ieri in municipio da Basel con l’attrice Anna Paola Vellaccio e all’assessore alla cultura Maria Rita Carota.
Cinque le proposte di teatro, ospitate dal Florian Espace (via Valle Roveto 39), ognuna seguita dal postPlay, momento di scambio tra ospiti e pubblico. Si parte domani alle 20.45 con “Freevola – Confessione sull’insostenibile bisogno di ammirazione”, monologo dell’autrice-attrice barese Lucia Raffaella Mariani, classe 1999, testo selezionato al Premio Scenario. A 18 anni vincitrice del Premio Hystrio alla vocazione, allieva nello Stabile di Torino di Valerio Binasco e Gabriele Vacis, Mariani estremizza in “Freevola” l’insostenibile bisogno di essere guardate e di ammirazione subìto dalle donne, tra frivolezza e desiderio di libertà, opposizione su cui gioca il titolo dello spettacolo. «Essere donna è come essere due dentro un corpo. Quella che esiste e quella che si guarda esistere, la sorvegliante e la sorvegliata, soggetto e oggetto di me stessa, non solo degli altri» spiega Mariani. «La voce della sorvegliante sussurra: “Devi piacere a tutti, soprattutto ai maschi etero e coi soldi”. E la sorvegliata non sa se è d’accordo. Come si gestisce questo conflitto tra lo sguardo del mondo sul proprio corpo e le bambine che siamo dentro?». Le tematiche di genere sono declinate in modo diverso in ogni spettacolo, sottolinea Basel: «Mariani è una stand-up comedian che crea un gioco aperto col pubblico. Nella rassegna sono presenti più generi, stand-up comedy, teatro-canzone, teatro di narrazione, ma tutti con un retroterra ancorato alla Storia, alle vicende delle lotte femminili, per la parità, libertà, dignità».
Sabato 2 marzo (20.45) e domenica 3 (17.30) in scaletta “Musicarello Shock” di Matilde D’Accardi, interprete Valentina De Giovanni. Ispirato alla storia vera della prima divorziata d’Italia, il monologo musicale racconta vicende ed emozioni delle ragazze del Boom, tuttora attuali. De Giovanni, che un anno fa portò in rassegna l’omaggio a Gabriella Ferri, attraverso canzoni degli anni ‘50, ‘60 e primi ’70 ricostruisce tra ironia e nostalgia la battaglia delle donne per l’introduzione del divorzio in Italia. Sabato 9 e domenica 10 marzo “La chiave dell’ascensore” di Ágota Kristóf, interprete l’attrice pescarese Anna Paola Vellaccio, regia Fabrizio Arcuri, produzione Florian Metateatro e Accademia Artefatti. «Una stanza che gli spettatori sbirciano da una finestra. La donna racconta la storia a se stessa, per l’ennesima volta. Allo spettatore non resta che cadere nelle maglie di questa tragedia che da favola arriva a essere baratro, nera testimonianza di soprusi di cui le cronache sono piene». Si prosegue con “Chilometro_42”, diretto e interpretato da Angela Ciaburri (sabato 16 e domenica 17 marzo): la vicenda di Kathrine Switzer, prima donna a correre la maratona dopo aver lottato contro l’estromissione dalla corsa in quanto donna. Altra produzione Florian è “Storie taciute - Contiis di feminis che non son sui libris grains”, ideazione, regia e narrazione Flavia Valoppi, canti Chiara Grillo e Annalisa De Vittor (sabato 23 e domenica 24 marzo). In scena tre artiste e un baule mai aperto, con ricordi e cose da nascondere, come gli abusi subiti dalle donne friulane nella Grande Guerra da parte dei soldati austriaci e il drammatico destino loro e dei bimbi nati dagli stupri, chiusi in orfanotrofio.