Festival di Berlino doppia vittoria per l’Italia

Elio Germano-Ligabue miglior attore, e premio per la sceneggiatura a Favolacce L’Orso d’oro per il film a There is no Evil dell’iraniano Mohammad Rasoulof
È un trionfo annunciato quello che il Festival di Berlino ha tributato, ieri sera, al cinema italiano. Erano nell’aria, infatti, dopo la calda accoglienza ricevuta in sala, nei giorni scorsi, sia l’Orso d’argento per la migliore interpretazione maschile a Elio Germano per il suo ritratto del pittore Antonio Ligabue nel film “Volevo nascondermi” di Giorgio Diritti, e sia il premio per la migliore sceneggiatura a Favolacce dei fratelli Damiano D'Innocenzo e Fabio D'Innocenzo, registi e autori del film che vede ancora Germano nel ruolo di protagonista.
L'attore romano ha ringraziato il regista, Giorgio Diritti, e tutti quelli che hanno lavorato al film (la cui uscita in sala è stata purtroppo rimandata a causa dell'emergenza Coronavirus), e ha dedicato il premio «a tutti gli storti, tutti gli sbagliati, tutti gli emarginati, tutti i fuori casta e ad Antonio Ligabue, alla grande lezione che ci ha dato, che è ancora con noi, che quello che facciamo in vita rimane. Lui diceva sempre: “Un giorno faranno un film su di me”. Ed eccoci qui».
L’Orso d’oro per il miglior film è andato, invece, all’ultima opera presentata in concorso, il There is no Evil del regista iraniano Mohammad Rasoulof al quale il regime del suo Paese non ha consentito di essere presente a Berlino.
Il film racconta quattro storie piene di poesia con tanto di «Bella ciao» cantata in italiano. Tema delle quattro storie? La pena di morte, la repressione, la colpa e la capacità di schierarsi. Rasoulof, 48 anni, come hanno raccontato i produttori a Berlino, ha visto il rifiuto del passaporto dalle autorità che gli aveva sequestrato nel 2017 dopo che il regista era tornato da Cannes dove aveva portato A Man of Integrity miglior film nella sezione Un Certain Regard. Rasoulof attualmente, pur condannato a un anno di prigione per propaganda contro la repubblica islamica, non è stato ancora imprigionato, ma ha il divieto di girare film e uscire dal Paese. Tutti coloro che sono coinvolti in questo film hanno corso un grosso rischio. Tuttavia, ha detto il regista, «avevamo l'obiettivo comune di inviare un messaggio forte all'attuale situazione nel cinema iraniano. Tutti coloro coinvolti nel progetto avevano precedentemente deciso di non accettare le circostanze esistenti nel mio paese e di dire di no a qualcosa che non possono accettare moralmente. Il nostro film è anche una dichiarazione contro la censura».
Ecco gli altri premi: Orso d'argento Gran Premio della giuria: a Never Rarely Sometimes Always di Elisa Hittman (Usa); Orso d'argento per la regia: al regista coerano Hong Sangsoo per The woman who ran; Orso d'argento per la migliore attrice: a Paula Beer, interprete del film tedesco Undine, di Christian Petzold; Orso d'argento per il contributo artistico: a Jurgens Jurges per la fotografia di Dau. Natasha di Ilya Khrzhanovkiy e Jekaterina Oerte; Orso d'argento del 70esimo: a Delete History di Benoit Delepine e Gusave Kervern; Orso d'oro per i cortometraggi: a T, di Keisha Rae Witherspoon, regista giamaicano-americana. Il premio al miglior documentari, infine, è andato a Irradiated, del regista Rithy Panh.
Il doppio premio al cinema italiano è stato salutato con soddisfazione dal ministro della cultura, Dario Franceschini, che ha detto: «Questi due prestigiosi riconoscimenti confermano la qualità, la vitalità e la contemporaneità del cinema italiano, capace di raccontare al mondo storie universali con eleganza ed originalità».
Francesco Rutelli, presidente dell’Anica (Associazione nazionale industrie cinematografiche audiovisive multimediali) ha aggiunto: «La maestria geniale di Elio Germano e l'innovativa esperienza dei fratelli D'Innocenzo confermano il momento d'oro per il cinema italiano, la sua qualità creativa e produttiva. Tanto più in un momento drammaticamente difficile per le nostre sale in tempi di coronavirus, i successi di Berlino ci inducono a reagire con orgoglio e spirito di comunità».
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