“Fortunata” riscatta l’Italia esclusa Jasmine Trinca Miglior attrice

CANNES. L’Italia che quest'anno è fuori dalla Palma d’oro si è riscattata con Fortunata di Sergio Castellitto, che ha vinto il premio per la migliore attrice a Jasmine Trinca a Un Certain Regard, il...
CANNES. L’Italia che quest'anno è fuori dalla Palma d’oro si è riscattata con Fortunata di Sergio Castellitto, che ha vinto il premio per la migliore attrice a Jasmine Trinca a Un Certain Regard, il concorso parallelo della selezione ufficiale del festival di Cannes.
La giuria di Un Certain Regard, presieduta da Uma Thurman, ha poi così distribuito il suo verdetto: miglior film a Lerd dell’iraniano Mihammad Rasulof, migliore regista l'americano Taylor Sheridan che esordisce con Wind river dedicato al popolo dei nativi-americani vittima da sempre dell’ingiustizia dei bianchi; migliore regia al messicano Michel Franco per Le figlie d'aprile. Inedito premio per «La poesia e la creatività» a Mathieu Amalric autore del francese Barbara. Un verdetto impegnato e variegato che la stessa Uma Thurman ha definito «felicemente isterico».
Il film di Castellitto, in sala dal 20 maggio, racconta la vita resistente di Fortunata (Jasmine Trinca, parrucchiera a domicilio. «Una meravigliosa coatta», come la definisce l’attrice, che nella periferia romana di Torpigna (secondo lo slang neo romanesco che è lingua del film e non dialetto), aspira ad una vita migliore, nel suo caso aprire un negozio, mentre arranca nella quotidianità, combattendo per sbarcare il lunario, crescere una figlia, tenere a bada un ex marito violento.
Un personaggio «potente, selvatico, pieno di ammaccature, imperfetto e per questo così bello», lo definisce la scrittrice Margaret Mazzantini. Da Fortunata, Jasmine Trinca dice di sentirsi «vicina e distante al tempo stesso. Non nella distanza sociale da me, ma piuttosto nel modo di affrontare la fatica del vivere quotidiano. Fortunata è sfrontata e io non lo sono affatto, ma quella forza un po’ senza filtri che viene dalla pancia e che non è arroganza, sento di averla anche io, un istinto primordiale che adesso sto sperimentando da madre imperfetta». Un personaggio forte da romanzo popolare, «parola bellissima, dice Castellitto, «accettata solo nella crasi Pop, mentre riuscire a stabilire una connessione con le persone, comunicare e farsi capire è una cosa stupenda», con il quale il regista fa dichiaratamente omaggio a Pier Paolo Pasolini e a Mamma Roma, persino nei luoghi delle riprese, Roma est tra Torpignattara e il Quadraro, giusto qualche strada prima. «Sono oltre che felice, fiero», dice il regista. «Orgoglioso che Fortunata stia piacendo al pubblico e alla critica internazionale e che la giuria presieduta dalla guerriera Uma Thurman abbia amato la nostra guerriera di Torpignattara».