Fotoritratti unici fatti con il bisnonno dello smartphone

LANCIANO. Lo stile liberty dell’ingresso e delle finiture interne danno un tocco da primo Novecento: giovedì sera la macchina fotografica farà fare alla Caffetteria Fenaroli un ulteriore salto...
LANCIANO. Lo stile liberty dell’ingresso e delle finiture interne danno un tocco da primo Novecento: giovedì sera la macchina fotografica farà fare alla Caffetteria Fenaroli un ulteriore salto indietro di qualche decina d’anni. Dopodomani dalle 20 in poi, nel locale di via dei Frentani a Lanciano, si scatteranno e svilupperanno foto al collodio.
Protagonista della serata sarà in pratica il nonno del nonno dello smartphone che oggi usiamo per catturare (e condividere sul momento) immagini a ripetizione: la tecnica fotografica che a metà Ottocento ha preso il posto del dagherrotipo, e che alla fine del secolo è stata poi soppianta dalla gelatina. Il collodio appunto, una cellulosa sciolta in etere che fissa le immagini su lastre di vetro o di alluminio, e che fa di ogni ritratto un pezzo unico, cioè non riproducibile su una seconda lastra. “Ritratti al collodio” è il nome della serata organizzata in Caffetteria, e a scattare foto come da queste parti non si faceva da oltre un secolo saranno Carlo Nicolucci e Chiara Vizzari: attualmente i due possono essere considerati di fatto gli unici eredi dei fratelli Montanari, fotografi lancianesi che usavano questa tecnica, e che sono stati riscoperti da una recente pubblicazione: “Sguardi dell’Ottocento: i ritratti dei fratelli Montanari fotografi a Lanciano (1865-1880)” curata da Mauro Re.
Qualche piccola concessione alla modernità c’è: il cavalletto ad esempio non sarà d’epoca, e per l’illuminazione verrà utilizzato un flash. Macchinari, materiali e tecniche saranno invece quelle del XIX secolo. Per l’occasione ci si potrà quindi far ritrarre come si usava una volta, ma anche solo osservare come venivano prodotte le foto che hanno immortalato i nonni dei nostri nonni. «Mi sono appassionato a questo genere di fotografia tramite una community mondiale che riunisce appassionati di fotografia storica», racconta Carlo Nicolucci, «in Italia che io sappia siamo una ventina di persone a fare foto con questa tecnica: a volte vengono anche organizzati incontri o workshop ai quali ho partecipato». È un lavoro per il quale serve tanta motivazione, compresa quella per trovare il materiale: «Non è facile reperire i prodotti, che si trovano in farmacia o su siti specializzati: anche in questo caso parliamo di un negozio on line in Italia e di pochi in Europa», spiega il fotografo lancianese, «giovedì sera in Caffetteria ci si potrà far fotografare ma anche semplicemente vedere come si produce una lastra: in questo caso stamperemo sull’alluminio, e mostreremo come esce il positivo». Per avere il proprio ritratto al collodio bisognerà stare un attimo in posa, e quindi attendere una trentina di minuti dopo lo scatto la lavorazione tra camera oscura e bacinelle: dopo lavaggio e fissaggio, alla fine si potrà avere il proprio ritratto vintage. La fotografia viene prodotta direttamente in positivo, senza negativo, e quindi ognuna è un pezzo unico: salvo rifare poi un salto ai tempi nostri per passarla allo scanner.
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