Fra i boschi e i sentieri dei Monti della Laga

24 Novembre 2017

Da Amatrice verso la Cima Lepri e il Pizzo di Moscio

La Cima Lepri e il Pizzo di Moscio sono due bellissime elevazioni dei Monti della Laga. Cima Lepri assieme al Pizzo di Sevo domina la piana di Amatrice, il Pizzo di Moscio si affaccia sul Teramano. Sono monti alti, possenti, pieni di acqua e privi di vegetazione, cosicché i panorami sono infiniti lungo tutto il tragitto per raggiungerli.
Si parte proprio da Amatrice dove seguendo le indicazioni per Sommati e Sant’Angelo si prende una strada stretta e all’inizio malmessa che porta a Macchie Piane. Ancora oggi lungo la strada sono visibili i danni del terremoto ma anche segni di rinascita ben percepibili negli allevamenti di bestiame.
Macchie Piane è un altopiano a circa 1500 metri di altitudine dove si lascia l’automobile e ci si incammina in direzione sud: davanti a noi imponente il Pizzo di Sevo. La segnaletica di questo sentiero come tutti gli altri del Parco Gran Sasso e Monti della Laga è stato recentemente rinnovata con omini di pietra e paline di alluminio rendendo fruibile questa parte del Parco che precedentemente poteva essere frequentata solo da escursionisti esperti.
Quello che andiamo a percorrere è il “Tracciolino di Annibale” che ci porterà sull’omonima sella. Secondo la leggenda, infatti, è attraverso questo accidentato percorso che il grande condottiero cartaginese condusse le sue truppe dalla vittoria del Trasimeno a quella di Canne: 40000 uomini, 10000 cavalli e, forse, alcuni elefanti oltre 2000 anni or sono.
Il sentiero erboso e facile da percorrere, costeggia il Pizzo di Sevo e risale verso la sella attraversando 3 fossi, o meglio tre intagli dove scorre acqua, più o meno abbondante, quella che scivola sull’arenaria impermeabile, roccia caratteristica della Laga. Il panorama si apre subito sulla piana di Amatrice e arriva fino al mare. A nord est i Sibillini si stagliano sul cielo azzurro e sembra di toccarli, verso sud ovest il resto dei monti della Laga si srotola come un gomitolo di fili d’oro d’autunno e di smeraldi in primavera: i colori dell’erba che ricopre il massiccio.
Arrivati alla sella (circa 2 ore dalla partenza) verso nord si sale sul Pizzo di Sevo verso sud-est a Cima Lepri. Senza possibilità di errore si risale il crinale e in circa un’ora si è in vetta. Gli affacci sono da favola: sull’Adriatico delle Marche e i Monti Gemelli, su tutte le vette della Laga, il Lago di Campotosto e l’antica via Salaria. Verso sud il Gran Sasso: prospettiva nuova e affascinante. Guardandosi attorno si viene rapiti da una bella elevazione: è il Pizzo di Moscio che si raggiunge in un’ora e con grandissima soddisfazione. Dalla vetta gli occhi spaziano ovunque e sembra che tutti i crinali dei monti ci stiano aspettando. Ma è ora di tornare indietro, e ripercorrerei 9 chilometri a ritroso per goderci ancora tutte le caratteristiche uniche del massiccio. A cominciare dai omini di pietra arenaria, alle rocce piatte che affiorano ovunque, all’erba pettinata dal vento, all’acqua che risuona in ogni angolo.
Un cammino stupendo in ogni stagione tra Lazio e Abruzzo.
Poi scendiamo ad Amatrice per un caffè in un bar che coraggiosamente ha riaperto i battenti.
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