“Fracturae”, Visca espone a Roma il suo mondo iconico solare e lunare

PESCARA . Potenza espressiva della materia e sua messa in forma, frammenti elevati a simbolo di una condizione umana precaria e sfuggente nella poetica di Sandro Visca (L’Aquila, 1944), artista...
PESCARA . Potenza espressiva della materia e sua messa in forma, frammenti elevati a simbolo di una condizione umana precaria e sfuggente nella poetica di Sandro Visca (L’Aquila, 1944), artista solare e lunare insieme, la cui serie dei Teatrini e delle Silhouette fa da preludio a inedite installazioni come l’opera parietale “Amore Amore” del 2024, “Stercus Diaboli” (2018) e la grande tela “Fracture” che ha impegnato l’artista tra il 2018 e il 2021, nella mostra “Fracturae” in arrivo al Museo Carlo Bilotti Aranciera di Villa Borghese dal 12 ottobre al 12 gennaio 2025.
L’esposizione, curata da Generoso Bruno, è l’occasione per calarsi nel mondo iconico solare e lunare insieme dell’artista abruzzese. Tele, sculture e installazioni inedite, segni e visioni di un maestro del segno, artista dal linguaggio inconfondibile originale, che ha voluto fare di Pescara il suo luogo di elezione fin dagli straordinari anni da insegnante di discipline pittoriche al liceo artistico Misticoni annoverando tra i suoi allievi il talentuoso Andrea Pazienza, al secolo Paz. Promossa da Roma Capitale, assessorato alla Cultura, Sovrintendenza capitolina ai Beni culturali e organizzata dalla Fondazione Pescarabruzzo e Clap Museum, l’esposizione al Bilotti condensa la ricerca che Visca porta avanti da decenni. Le grandi sale al pianterreno del Museo ospitano un’accurata selezione di tele, sculture e installazioni che immergono il visitatore nella produzione più recente di Sandro Visca confermandone la poetica, le scelte compositive e le strategie espressive maturate nell’ultimo decennio. Tra le sculture si segnala “Oro” (2017) e la recentissima “Esplodenti“ (2024), nelle salette al primo piano sono altresì presenti “Fragile 1” e “Fragile 2”, opere del 2015. La mostra si completa con un’ampia selezione di lavori su carta. «Questi lavori» sottolinea il team curatoriale «oltre a documentare i sessant’anni dell’attività di Sandro Visca, consentono, dal segno, di intuire la prassi, la stratificazione e la complessità operativa messa in campo dall’artista».Versatile e poliedrico, Visca ha collaborato con il Teatro Stabile dell’Aquila realizzando come unico pittore-scenografo le scene progettate da Alberto Burri per “L'Avventura d’un povero cristiano di Ignazio Silone” per la regia di Valerio Zurlini. Del 2011 è il film “Un cuore rosso sul Gran Sasso” proiettato a Santo Stefano di Sessanio come Evento speciale del Padiglione Italia della 54ª Biennale di Venezia. «Attraverso i linguaggi mediali e lo sguardo acuto proiettato sul contemporaneo» scriveva il curatore Umberto Palestini «con il suo cuore itinerante Sandro Visca fa riemergere una memoria che esalta la socialità legata al tesoro della natura vissuta e non minacciata, che ripensa la biografia personale come riflesso del territorio d’elezione, facendone il luogo sensibile del proprio rispecchiamento».