Gabriele Ciaccia indaga sul segreto di Luca

26 Agosto 2020

Venerdì prossimo in scena a Celano uno spettacolo del Teatro dei Colori tratto dal romanzo di Ignazio Silone

CELANO. "Il segreto" è il titolo dello spettacolo diretto e interpretato da Gabriele Ciaccia, del Teatro dei Coloir, che andrà in scena, bemerdì prossimo alle 21.30, in piazzetta San Giovanni a Celano, nell’ambito del festval Progetto Scena Aperta. Ciaccia è autore insieme a Francesco Manetti del testo dello spettacolo teatrale tratto dal “Segreto di Luca”, il romanzo di Ignazio Silone. Le scenografie sono di Roberto Santavicca; il suono e le luci sono curate da Boris Granieri; l’organizzazione dello spettacolo è di Gabriella Montuori. Lo spettacolo è stato prodotto in collaborazione con il Centro studi internazionale “Ignazio Silone” e l’associazione Pietraluna.
“Il segreto di Luca” fu scritto dall’autore di Pescina nel 1956. All'origine del romanzo, come di quelli che lo precedettero e lo seguirono, c'è l'esperienza personale dello scrittore con molti elementi autobiografici.
È la storia di un caso giudiziario. Andrea Cipriani, antifascista esiliato, torna al suo paese, Cisterna dei Marsi, dopo la liberazione. Tutti ritengono che egli voglia preparare le nuove elezioni e presentarsi candidato, ma i suoi programmi subiscono un brusco mutamento. Incontra Luca Sabatini, un ergastolano graziato dopo quaranta anni, condannato per non aver voluto rivelare dove si trovasse la notte in cui un uomo era stato ucciso per rapina.
Luca è finalmente libero perché il vero assassino ha confessato in punto di morte, ma in paese viene accolto ancora con il sospetto che il colpevole sia lui. Andrea ricorda vagamente l'episodio, perché all'età di 8 anni, mentre frequentava le elementari, scriveva sotto dettatura le lettere della madre analfabeta indirizzate al recluso. Si propone di chiarire il segreto e comincia a indagare. Andrea arriva a scoprire una storia d'amore davvero strana, allorché si viene a sapere che la notte della rapina Luca s'era incontrato con Ortensia, la donna amata. Ma Ortensia era sposata e quindi la sua onorabilità esigeva, che non si facesse neppure cenno all'amore purissimo intercorso tra i due.
«Il romanzo», spiegano le note di presentazione dello spettacolo, «avvince come un “giallo”, ma è un giallo di tipo particolare: Andrea Cipriani non va infatti alla ricerca dell'assassino, ormai reo confesso; vuole solo conoscere le ragioni che hanno spinto Luca a comportarsi in quel modo, ad accettare cioè l'ergastolo pur essendo innocente. Perciò il “segreto” non è più soltanto di Luca, ma riguarda tutta una contrada, i modi di pensare e di vivere di una gente che sapeva, ma che ha preferito tacere in nome di una assurda legge del silenzio e che ora, al cospetto dell'ex ergastolano, prova comprensibile disagio se non proprio rimorso».
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