Gallo al Marrucino di Chieti: sarò ancora Malinconico ma ora mi rigenero a teatro

13 Febbraio 2024

L’attore in scena con Fabrizia Sacchi nella pièce di Cotroneo “Amanti”: «Una commedia divertente sull’incontro di due universi opposti»

CHIETI. Una commedia brillante sull’amore, che diverte donando spunti di riflessione. Andrà in scena sabato alle 21 e domenica alle 17.30, al teatro Marrucino di Chieti “Amanti”.
Lo spettacolo, scritto e diretto da Ivan Cotroneo, vedrà in scena Massimiliano Gallo e Fabrizia Sacchi, affiancati da Orsetta De Rossi, Eleonora Russo, Diego D’Elia. Il doppio appuntamento, sold out da settimane, rientra nel cartellone della Stagione di Prosa del Marrucino, che porta la firma di Davide Cavuti. «La commedia racconta di un uomo e una donna che si incontrano per la prima volta sotto il palazzo della psicologa da cui vanno, per poi diventare amanti. Ivan Cotroneo con la sua penna è riuscito a raccontare una storia apparentemente semplice in modo non banale, a raccontare il maschile e il femminile, due universi opposti, divertendosi a scavare nelle dinamiche che ne derivano. Cosa che anche il pubblico fa insieme a noi» racconta al Centro l’attore partenopeo Massimiliano Gallo. «“Amanti” è uno spettacolo che ha avuto da subito enorme successo, il pubblico empatizza molto con i personaggi. Una volta che sei entrato nel gioco di questa commedia, non ne esci fuori: ti diverti, ti emozioni, ti commuovi… è uno spettacolo completo».
Com’è il suo personaggio?
Un uomo con tutti i limiti del caso, per certi versi è “basico”. Cotroneo non si è preoccupato del politically correct, cosa oggi singolare.
Di recente, l’abbiamo vista tra i protagonisti di “Napoli milionaria!”, trasposizione cinematografica andata in onda su Rai 1 dell’opera di Eduardo De Filippo, andata in onda sulla Rai, e, ancor prima, in un altro classico eduardiano, “Filumena Marturano”. E con Eduardo si era già cimentato in passato. Da napoletano, cosa ha significato per lei?
“Napoli milionaria!” per me è il capolavoro dei capolavori. Ogni volta che incontro Eduardo è come se lo riscoprissi. Ho avuto la fortuna di metterlo in scena molto tempo fa con Carlo Giuffré, prima in “Non ti pago”, in cui interpretavo il ruolo che era stato di Peppino De Filippo, e poi in “Natale in casa Cupiello”, nella prima versione senza Eduardo, storica all’epoca. L’ho poi rincontrato con “Il sindaco del rione Sanità”, diretto da Mario Martone, a teatro e poi nella versione cinematografica. Questa nuova avventura, cominciata con “Filumena Marturano”, sta avendo un successo incredibile. Da una parte è un enorme orgoglio, dall’altra un’enorme responsabilità: quando metti in scena Eduardo devi ricordare che è stato uno dei più grandi autori e attori del Novecento. I testi però vanno messi in scena, se dici che Eduardo senza Eduardo non si può mettere in scena non stai rendendo un buon servizio a Eduardo autore. Poi può piacere o meno il risultato, ma l’importante è farlo con grande serietà e rispetto per l’autore; se fai quello, offri sempre un buon servizio.
Che ricordi ha delle esperienze con Giuffré?
Straordinaria. Recitavo per la prima volta in una grande compagnia. “Natale in casa Cupiello” fu un trionfo, facemmo cinquecento repliche, fu un vero evento. È stato un periodo in cui ho imparato tanto.
Accanto a lei, in “Napoli milionaria!” e “Filumena Marturano”, c’è Vanessa Scalera, sua partner già nella serie “Imma Tataranni”. Un sodalizio artistico vincente…
Con Vanessa è nato un amore artistico, abbiamo grande feeling. Ci piace stare insieme in scena e questa cosa la avverte anche il pubblico. La scena in cui torno dalla guerra, in “Napoli milionaria!”, non l’abbiamo concordata: l’abbiamo fatta e basta e ci siamo commossi.
Ha prestato il volto all’avvocato Vincenzo Malinconico, nella serie televisiva tratta dai libri di Diego De Silva. Cosa le piace del personaggio?
È il personaggio che amo di più, quello che più mi assomiglia, me lo sono cucito addosso. Fortunatamente l’ho immaginato come lo avevano immaginato i lettori, ed è stato subito amore. Abbiamo da poco finito di girare la seconda stagione, con la regia di Luca Miniero, che ha diretto anche “Napoli milionaria!”.
Qualche mese fa ha pubblicato il suo primo libro: “Favoloso. Favole e pensieri per grandi mai cresciuti”. Le piace scrivere…
Gli artisti hanno bisogno di raccontare e raccontarsi, in questo caso c’è stata voglia di mettere su carta un po’ di pensieri. L’idea è nata perché avevo scritto un monologo sull’amore. Ha la forma di un’agendina Moleskine, perché mi piace pensare che si possa portare in borsa o in uno zaino. Ho lasciato delle pagine con righe in bianco, perché mi piacerebbe che il lettore ci scrivesse i suoi pensieri: mi sembra la cosa più rivoluzionaria del mondo, nel senso che non siamo più abituati a scrivere.
Cosa rappresenta per lei il teatro?
Nella maniera più semplice possibile, rispondo: casa. Ci sto con tutta la tranquillità e la gioia di uno che sta a casa sua. Devo sempre alternare il set al teatro, altrimenti mi inaridisco un po’.