Gamberale: L’amore? È una benedizione e pure una disdetta

12 Febbraio 2016

La scrittrice di origini abruzzesi racconta il nuovo romanzo con la protagonista di Moscufo

di Alessio Romano

Il regalo perfetto per il San Valentino del 2016 è il nuovo libro di Chiara Gamberale, “Adesso” (Feltrinelli, 216 pagine, 16 euro). Ed è anche un modo originale per riflettere sul tema dell'amore. La Gamberale, reduce dal successo del suo ultimo romanzo “Per dieci minuti”, con oltre 200mila copie vendute, affronta un tema che sembra abusato, ma riesce nell'impresa di sorprendere ed emozionare.

La tesi del suo libro è che l'amore sia l'unica possibilità di orientarsi tra paura e desiderio. Ma è più una benedizione o una disdetta?

È tutte e due le cose nello stesso, identico momento. L'amore è una benedizione, perché ci consente di esplorare territori misteriosi del nostro sentire e del nostro pensare. Ed è una disdetta perché ci consente di esplorare territori misteriosi del nostro sentire e del nostro pensare. Ma entrambi i protagonisti, più o meno inconsciamente, accettano di spezzare un meccanismo di coazione a ripetere, che invece continua a sopraffare tutti i personaggi che li circondano, ognuno prigioniero di un'ossessione che non gli consente la possibilità di incontrare davvero un'altra persona.

Ci racconta qualcosa della protagonista abruzzese del suo libro: Lidia, cresciuta tra Moscufo e Pescara, donna in perenne ricerca di emozioni forti. Come mai la scelta della nostra regione? E quanto c'è di Chiara Gamberale in questo personaggio?

Io sono di origine molisana, mio padre è cresciuto ad Agnone, anche se è a nato a Castelguidone, in provincia di Chieti. Insomma, è un meridione che ho nel sangue, quello, un meridione uguale solo a se stesso. Lidia è il mio alterego letterario, c'è moltissimo di me non solo nella sua eterna ricerca di emozioni forti, ma anche nel suo rischio di “ansimare a vuoto” e soprattutto nella sua paura dell'intimità. Quindi, dovendole dare un'origine, non poteva che avere anche quella in comune con me.

E di Pietro, del suo essere introverso e ancorato al passato, quanto c'è degli uomini che ha amato Chiara?

C'è moltissimo. Come tante persone passionali, fin da bambina la calma degli introversi mi attrae irrimediabilmente, è una promessa di roccia contro il mare in tempesta che mi si agita dentro. Purtroppo spesso però dietro e dentro a un introverso non sempre si nasconde un uomo risolto: ma spesso solo un uomo strutturato e cioè non padrone, ma prigioniero del suo silenzio. E Pietro è proprio così. Amo molto questo personaggio e il confronto che, dopo tante resistenze, accetterà di fare con se stesso e con il suo passato.

Un'altra donna del suo libro è Valentina, che sembra avere solo relazioni con uomini sposati. Lei che opinione ha del matrimonio?

Valentina è proprio uno di quei personaggi che circondano Lidia e Pietro e che mettono in scena l'affanno di chi, anziché andare verso gli altri, insiste a correre come un criceto nella ruota delle sue ossessioni. In particolare, lei colleziona relazioni con uomini sposati perché è la prima, inconsciamente, a temere un reale confronto con l'altro, come appare chiaramente nel finale del libro. Del matrimonio io non ho nessuna opinione se non quella che andrebbe concesso a tutti. Ogni matrimonio è un mondo a parte, che vive delle sue priorità, dei suoi equilibri. Pensi a quanto è diverso il matrimonio da cui esce Lidia, per amore solo per amore, e il matrimonio da cui esce Pietro, un patto reciproco per difendersi dai tumulti della vita.

Il suo è un testo narrativo ricco di dialoghi, ma anche di tante email che sembrano avere sostituito le vecchie, care lettere d'amore. Con il diffondersi di applicazioni per incontri (anche clandestini) come si è modificata la scrittura privata amorosa?

Io ho ancora un vecchio telefonino Nokia con cui mi è possibile solo telefonare e ricevere e mandare sms. È vero, nel mio libro ci sono delle mail e volano degli sms, ma nessun personaggio è sopraffatto dal mezzo. Quello che riescono o non riescono a dirsi sarebbe lo stesso se si scrivessero delle lettere a mano. Senza dubbi comunque i nuovi mezzi di comunicazione stanno cambiando le relazioni: ma non solo con gli altri, anche con noi stessi. Pensi a quanto meno spazio lasciano a quel sentimento benedetto che è la noia.

In una recente intervista ha detto che il sesso è un po' come la scrittura. In che senso?

Nel senso che non è che ogni volta che mi siedo per scrivere mi va, ma poi, quando comincio, ci cado dentro. Il sesso è così. I miei personaggi hanno sperimentato sulla loro pelle quanto può essere pericoloso, in una relazione, non fare fronte al famigerato calo del desiderio e sono spaventati anche per questo. Lidia, dopo qualche mese dal suo primo incontro con Pietro, si domanda: che ne sarà di noi, quando non ci verrà più da saltarci addosso due volte al giorno e toccherà a noi fare sesso anziché far fare al sesso tutto?

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