Gassmann-Bentivoglio coppia gay anti-Vizietto in “Croce e delizia”

25 Febbraio 2019

In sala dal 28 febbraio la commedia di Simone Godano Omosessualità scoperta a tarda età e due famiglie in rivolta

ROMA. “Croce e Delizia” di Simone Godano, con Alessandro Gassmann e Fabrizio Bentivoglio, porta in commedia una coppia gay senza cadere negli stereotipi della macchietta, nelle facili mossette e vezzi da manuale, come in una sorta di “anti-vizietto” 40 anni dopo la pellicola di Édouard Molinaro. Il film, in sala dal 28 febbraio in 400 copie distribuite da Warner Bros, partecome “Ferie d’agosto” di Paolo Virzì, con l’incontro-scontro durante una vacanza di due famiglie che più diverse non potrebbero essere, solo che nel caso di “Croce e delizia” la convivenza non è affatto casuale.
Da una parte, in questa enorme villa sul mare vicino Gaeta, ci sono i Castelvecchio, eccentrici, radical chic, narcisisti, disuniti quanto basta. Dall’altra, i signori Petagna, il loro opposto: gente popolare, “de core” , affiatata, e con valori tradizionali, strettamente conservatori. Come mai queste due famiglie così diverse si ritrovano a trascorrere le vacanze estive insieme? Il fatto è che i rispettivi capifamiglia, Tony (Bentivoglio) mercante d’arte con famiglia allargata e Carlo (Alessandro Gassmann) commerciante di pesce, hanno un segreto da rivelare. Dopo una lunga militanza etero si sono innamorati l’uno dell’altro e vogliono addirittura sposarsi. Ma come fare a dirlo senza scardinare gli equilibri delle rispettive famiglie? Soprattutto come dirlo alla fragile primogenita di Tony, Penelope (Jasmine Trinca), e a Sandro (Filippo Scicchitano) figlio molto macho di Carlo, per non parlare dell’ultimogenito Diego, poco più di un bambino. Tra scontate incomprensioni, lessicali e culturali, e la voglia di mandare all’aria tutto da parte di alcuni componenti delle due famiglie, si avvicina inesorabile la data delle nozze.
Nel frattempo l’amore tra Tony e Carlo, pur essendo in commedia, non sembra quasi più trasgressivo. «La mia principale mission», ha spiegato spiega a Roma il regista in un incontro con la stampa, «era rendere credibile la storia di questi due uomini e di metterla in scena senza giudicarla. Volevo stare dalla parte di tutti i personaggi», continua Godano, «fare una commedia mai caricaturale». Fabrizio Bentivoglio non nasconde, invece, la sua vocazione alla sfida: «Tony si presentava come la classica patata bollente, e a me sono sempre piaciute. Il nostro lavoro deve contenere un’alta percentuale di rischio, per vibrare e dare risultati. Qui c’era il rischio dello stereotipo, della macchietta, andava tutto umanizzato, bisognava rendere reale e umano persino Tony, che sulla pagina sembrava così scostante. È stato evidente fin da subito, col regista, come bisognasse invece lavorare sulla parte delizia, sul far emergere anche il lato migliore del suo carattere». Anche per Gassmann questo film è una sfida: «Appena ho letto la sceneggiatura ho capito che era un personaggio che non avevo mai fatto e mi dava la possibilità di misurarmi con la pacatezza e la semplicità di pensiero propria di Carlo. “Come sempre mi sono lasciato guidare dalla prima lettura della sceneggiatura, che è fondamentale, deve darmi qualcosa, e questa mi ha dato quello di cui avevo bisogno, come di parlare di accettazione in un momento storico come questo. E un personaggio che non avevo mai fatto e mi dava la possibilità di misurarmi con la pacatezza e la semplicità di pensiero propria di Carlo. Un personaggio che forse mi somiglia: non credo di essere molto intelligente, ma di avere una pacatezza e semplicità di pensiero che mi porta ad andare dritto verso quello in cui credo. Un uomo che sembra non avere alcun difetto, tranne ovviamente quello di essere laziale». Jasmine Trinca sorride divertita alla domanda su come si sia documentata sul pregiudizio che doveva avere il suo personaggio, una volta avuta la notizia della tarda omosessualità del padre: «Oggi è facile documentarsi sul pregiudizio, che per Penelope non riguarda tanto la relazione del padre, e la sua declinazione, quanto la mancanza di affetto con cui l’ha cresciuta, rendendola una ragazza interrotta, che cerca una sua strada senza trovarla». Nel cast del film anche: Lunetta Savino, Anna Galiena, Rosa Diletta Rossi e Clara Ponsot.
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