Gassmann: «In futuro sarò meno pop»

Alle Giornate degli autori “Il silenzio grande” da De Giovanni con Buy e Gallo
VENEZIA. Uno scrittore egocentrico chiuso nel suo studio e nei libri, che ama forse più dei familiari, una moglie invisibile, due figli adolescenti che aspettano attenzioni e approvazione: è il quadretto familiare del Silenzio grande, il film di Alessandro Gassmann presentato alle Giornate degli Autori. Un cast importante con Massimiliano Gallo, Margherita Buy e Marina Confalone e due giovani emergenti: Antonia Fotaras ed Emanuele Linfatti. La storia è tratta dalla pièce teatrale di Maurizio De Giovanni, che firma anche la sceneggiatura con Andrea Ozza e lo stesso Gassmann, che l’aveva già diretto a teatro. I silenzi che giorno dopo giorno creano un distacco impossibile da recuperare sono al centro del film, ambientato negli anni '60 a Napoli, tutto nella grande Villa Primic, un tempo lussuosa, ora malmessa, che la signora Rose (Buy) mette in vendita, d'accordo con i figli Massimiliano e Adele e in contrasto con il marito Valerio (Gallo). Lui scoprirà di non aver mai davvero conosciuto la sua famiglia, mentre la governante (Confalone) sembra essere l'unica con cui comunica. Gassmann si è ritagliato un piccolo ruolo, uno spot stile pasta del capitano.
Una storia che «ha echi di Eduardo, perché tutti noi, forse senza saperlo, ci riferiamo a lui quando siamo alle prese storie così profonde, intime», dice Marina Confalone.
«Io amo il silenzio, in pubblico parlo tanto ma a me», svela Gassmann, «i silenzi piacciono. Solo due persone erano più silenziose di me: mio padre e Erri De Luca». Vittorio Gassman torna sempre nelle parole di Alessandro, «Lo prendevo in giro e lui si divertiva, lo adorava. Non sopportava quelli gentili con lui in quanto Vittorio Gassman. Con mio padre ci siamo sempre capiti e detti tutto quello che c'era da dire», aggiunge. «Mi sono messo a studiare cinema non per non essere schiacciato da una figura così importante, ma perché mi piaceva. Tengo tantissimo alla meritocrazia».
Il Silenzio Grande sarà in sala a partire dal 16 settembre. «Il lockdown mi ha dato tanto tempo per riflettere, anche su me stesso. Per me ha determinato una ripartenza: non rinnego nulla del mio passato, ho fatto tantissima commedia, film drammatici: ma ora mi sembra di conoscermi meglio, ho 56 anni e vorrei seguire quello che amo nella vita», spiega Gassmann. «Sarò meno pop e spero che questo film sia un buon passaggio per dimostrare di sapere fare bene anche la regia«. È la sala quello su cui punta: «il cinema in sala fa incantare, è più bello, bisogna rassicurare le persone perché è un luogo sano e culturalmente importante. Bisogna fare di tutto, perché c'è una generazione che sta saltando il turno e deve essere aiutata a capire cosa si perde a non vedere un film in sala». Ma tutto questo senza tralasciare gli amati casi dell'ispettore Lojacono dei Bastardi di Pizzofalcone (ancora De Giovanni) la cui terza stagione è attesa dal 20 settembre su Rai1.