Gazzè racconta “Alchemaya” e la storia del brano sanremese

PESCARA. «La gente lo ammira da allora, gigante di bianco calcare che aspetta tuttora il suo amore rapito e mai più tornato». Così Max Gazzè, sul palco dell’Ariston di Sanremo, cantava la leggenda...
PESCARA. «La gente lo ammira da allora, gigante di bianco calcare che aspetta tuttora il suo amore rapito e mai più tornato». Così Max Gazzè, sul palco dell’Ariston di Sanremo, cantava la leggenda pugliese di Cristalda e Pizzomunno.
Il brano, che gli è valso il Premio “Giancarlo Bigazzi” per la migliore composizione musicale, è contenuto nel suo nuovo album “Alchemaya”. Un progetto discografico che nasce da un fortunato tour teatrale, di cui questo pomeriggio Gazzè parlerà alla Feltrinelli di Pescara. L’appuntamento è fissato alle ore 18. Il cantautore incontrerà il pubblico e firmerà le copie del suo disco.
A moderare l’incontro sarà il critico musicale pescarese Paolo Talanca. La partecipazione è a ingresso libero. Per avere accesso prioritario al firma copie, occorre, invece, acquistare il disco alla Feltrinelli e ritirare il pass (fino a esaurimento).
«Alchimia è un termine che arriva dal greco e significa fondere», spiega Gazzè. «Alchemaya nasce dalla mia ricerca personale negli ultimi 20 anni su temi di storia, filosofia, fisica quantistica e dalla mia ricerca spirituale». Definisce “Alchemaya” un’opera «sintonica», che fonde orchestra sinfonica e sintetizzatori. Un concept album diviso in due parti: la prima contiene composizioni inedite, mentre la seconda propone brani celebri di Gazzè, riarrangiati. Il Premio Bigazzi non è l’unico riconoscimento per il brano “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno”. Il sindaco di Vieste Giuseppe Nobiletti ha annunciato di voler tributare all’artista la cittadinanza onoraria per aver «portato alla ribalta un pezzo significativo della nostra cultura popolare»: la storia del pescatore Pizzomunno, trasformato dalle invidiose sirene nel monolite che domina la spiaggia della cittadina pugliese, e della sua amata. (r.a.b.)