Generazioni di artisti nel teatro di ricerca

22 Aprile 2022

A 20 anni dalla scomparsa di Carmelo Bene, “Four generations” racconta il movimento d’avanguardia dagli anni ’50 in poi

PESCARA. A vent’anni della scomparsa di Carmelo Bene, il Florian mette al centro di una rassegna, Four generations, quel grande movimento di rinnovamento che animò la scena teatrale sul finire degli anni ’50 grazie all’impeto di maestri come Carmelo Bene e Carlo Quartucci. Rinnovamento che verrà definito negli anni teatro d’avanguardia, di sperimentazione e di ricerca e che, nell’arco di sessant’anni, ha visto all’opera generazioni di artisti.
La rassegna trova una sede naturale nel Florian Metateatro, centro di produzione teatrale per la ricerca e sperimentazione riconosciuto dal ministero della Cultura, in entrambe le sue componenti: quella del Florian, a Pescara. guidato da Giulia Basel e Massimo Vellaccio, e il Metateatro a Roma, diretto da Pippo Di Marca, uno dei padri dell’avanguardia degli anni ’70.
L’edizione di quest’anno di Four generations inizierà, dunque, con le prime quattro generazioni di artisti, per sviluppare, nei prossimi anni, una mappa del movimento attraverso spettacoli, presentazioni di libri, contributi video e testimonianze. Ad aprire, Fabrizio Arcuri, uno dei più brillanti registi contemporanei, con il workshop Reci/Pro-city, occasione di formazione e riflessione per attori e performer.
Il primo spettacolo in cartellone per Four generations, oggi alle 19 al Florian Espace, è una vera pietra miliare: Pippo Di Marca racconta un maestro del teatro italiano nella lettura spettacolo Essere e non essere - in memoriam di Carmelo Bene. Nel ventennale della sua scomparsa di Bene, avvenuta nel marzo 2002, Di Marca, regista e interprete della piece, rende omaggio alla figura del grande attore, drammaturgo e regista italiano con cui ha condiviso, soprattutto agli inizi, esperienze e interazioni. Il testo è ricavato da memorie personali e dal libro La vita di Carmelo Bene, scritto dallo stesso Carmelo e da Giancarlo Dotto, coautore dell’adattamento.
La rassegna continua con gli sguardi di una più giovane generazione, con il Teatro del Lemming di Rovigo che venerdì 29 e sabato 30 aprile presenteranno Metamorfosi - di forme mutate di Massimo Munaro, liberamente ispirato alle Metamorfosi di Ovidio, spettacolo che propone un‘immersione intima e personale nello spazio del rito, del mito e del ricordo. Sabato 30 aprile alle 18.30, presentazione del libro La Tetralogia del Lemming. Il mito e lo spettatore di Massimo Munaro.
Proseguendo nel viaggio delle generazioni arriviamo alla tappa successiva con Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa, che venerdì 13 maggio alle 20.45 e domenica 15 maggio alle 19, sempre al Florian Espace presentano l’ultima loro produzione Memorie del sottosuolo, adattamento drammaturgico e regia di Marco Isidori da Fëdor Dostoevskij. Una traduzione sentimentalmente e politicamente partecipata del lavoro dello scritture russo che dimostra come al gorgo altalenante della gioia e della disperazione, l’uomo non può sottrarsi. La stessa compagnia sarà protagonista di un focus, sabato 14 maggio alle 18, condotto da Pippo Di Marca.
Il 28 maggio alle 20.45 arriverà l’ultimo tassello di questo percorso generazionale ed estetico: Still Alive, scritto, diretto e interpretato da Caterina Marino. Uno spettacolo minimalista che racconta la funzione prima e originaria del teatro, specchio e strumento per superare la fatica e il baratro dell’esistere.