Gianni Di Gregorio è Astolfo nel film «Ispirato dalla mia casa nel Teramano»

17 Ottobre 2022

La delicata opera presentata ieri al festival: alcune scene girate l’anno scorso sulla spiaggia di Vasto  Nel cast del regista di origine abruzzese anche Stefania Sandrelli e l’attore teatino Andrea Cosentino 

È stato girato anche in Abruzzo, a Vasto, a inizio estate 2021, il nuovo film di Gianni Di Gregorio Astolfo, presentato ieri alla Festa del Cinema di Roma. Del resto il regista, attore, sceneggiatore e scrittore trasteverino ha radici abruzzesi: il padre era originario di Penna Sant'Andrea, paese teramano dove il cineasta ha tuttora una casa. E il ritorno alle origini e alla casa di famiglia ha ispirato Di Gregorio per questo suo quinto lungometraggio, prodotto da Angelo Barbagallo per Bibi Film con Rai Cinema e il sostegno del ministero della Cultura, che uscirà nelle sale giovedì prossimo, 20 ottobre, distribuito da Lucky Red.
Gianni Di Gregorio interpreta il protagonista Astolfo e accanto a lui c’è Stefania Sandrelli, per la prima volta una diva in un film del regista romano. Astolfo è un pensionato settantenne che dalla vita non si aspetta più niente; uno scossone alla sua esistenza arriva quando viene sfrattato dall'appartamento ed è costretto a riparare nella vecchia casa di famiglia, un rudere in un paesino del centro Italia, un tempo palazzo nobiliare. Astolfo si adegua presto alla vita di provincia, si arrangia, vivacchia, litiga col sindaco, ritrova un vecchio amico, ospita un paio di scappati di casa come lui. Poi un giorno incontra Stefania (Sandrelli), bella donna della sua età, e s’innamora. Sarà l’inizio di una nuova vita, più complicata ma anche più bella e vera.
Nel cast, nella parte del prete del paese, anche il talentoso attore-autore teatino Andrea Cosentino, meritatamente decorato nel 2018 con un prestigioso Premio Speciale Ubu.
Gianni Di Gregorio oltre a firmare la regia è anche autore del soggetto e della sceneggiatura, scritta insieme al fido sodale Marco Pettenello, col quale ha vinto un anno fa il David di Donatello per la migliore sceneggiatura non originale, tratta dal suo racconto Poracciamente vivere, dall'antologia Storie dalla città eterna (Sellerio). «Credo che Astolfo sia mio il film più allegro e spensierato. Sicuramente il lungo isolamento per la pandemia e un acciacco di salute hanno scatenato una reazione straordinaria e incontrollata, considerando il fatto che mi sono messo a parlare d'amore alla mia età», spiega ironicamente Di Gregorio. «Avevo una paura tremenda di raccontare un amore tardivo. Non ho mai fatto film d'amore, mia figlia rideva quando l'ha scoperto. Ma Stefania Sandrelli è una ragazza della quale si sono innamorati tutti sul set. Ogni film è faticoso, ma stavolta devo dire che ci siamo tutti molto divertiti».
A Vasto alcune scene del film sono state girate a luglio di un anno fa in spiaggia, altre vicino al Santuario dell’Incoronata; in precedenza, nel mese di giugno le riprese si erano svolte nel Lazio, tra Artena (il paese del ritorno) e Roma. «È vero, c’è tanta autobiografia in Astolfo, ho davvero la casa antica con la grondaia rotta che il vicino si ostina da anni a non riparare. È nel teramano dove davvero ho ospitato persone in difficoltà dopo il terremoto. Sono rimaste lì tre mesi e la spesa, proprio come si vede in Astolfo, la facevo io, quello che aveva più soldi». Stefania Sandrelli (assente giustificata alla presentazione perché reduce dal Covid)? «Le è piaciuta molto la sceneggiatura e ha subito accettato. Devo riconoscere che ero emozionato quando l'ho incontrata la prima volta», spiega il regista, «Per me è sempre stata un mito, ma mi ha messo a mio agio: “Se ci dobbiamo baciare, un bacetto ce lo possiamo dare”, mi ha detto levandomi da ogni imbarazzo».
Astolfo è il quinto lungometraggio del 73enne Gianni Di Gregorio, che dopo una carriera di sceneggiatore, soprattutto per Andrea Garrone, è arrivato in età matura al debutto dietro la macchina da presa, nel 2008 con il gioiello Pranzo di Ferragosto, soave quanto profondo e ironico film sulla quarta età premiatissimo in tutto il mondo. Come i suoi personaggi ciondolanti per Trastevere, Di Gregorio attraversa come un flâneur il cinema contemporaneo illuminandolo con le sue storie semi-autobiografiche, poetiche, ironiche e gentili. In Gianni e le donne (2011) e Buoni a nulla (2014) ha ancor più rivelato un umorismo sornione e surreale che spesso lo accomuna al grande Jacques Tati in quel sentirsi sempre un po’ fuori posto nel mondo veloce e cattivo di oggi. È di due anni fa Lontano lontano, che racconta il piano sgangherato di tre anziani romani per trasferirsi in un paese estero dove il fisco permetta di vivere dignitosamente con la pensione, interpretato insieme a Giorgio Colangeli e Ennio Fantastichini, all’ultima apparizione prima della morte improvvisa. In questi giorni, inoltre, Di Gregorio è sugli schermi con Siccità di Paolo Virzì, nel ruolo del padre dell'autista Loris, Valerio Mastandrea.