Gio Evan da Sanremo a Pescara Il cantautore e poeta porta “Abissale”

18 Maggio 2021

PESCARA. Gio Evan sarà in concerto a Pescara venerdì 27 novembre per la seconda tappa del tour “Abissale”. Cantautore, poeta, scrittore, umorista, performer, artista di strada, Gio si esibirà al...

PESCARA. Gio Evan sarà in concerto a Pescara venerdì 27 novembre per la seconda tappa del tour “Abissale”. Cantautore, poeta, scrittore, umorista, performer, artista di strada, Gio si esibirà al teatro Massimo (biglietti a partire da 23 euro). La tournée partirà il giorno prima a Senigallia e toccherà Bari, Roma, Torino, Milano, Bologna, Schio, Trento, Mestre. Aperte le prevendite del tour, prodotto Massimo Levantini per Baobab Music & Ethics.
Artista appartato, Gio Evan è diventato noto suo malgrado quando una sua poetica frase fu usata tre anni fa da Elisa Isoardi nel post di congedo a Matteo Salvini. Così il pubblico ha conosciuto questo personaggio timido e arguto che si esprime con poesie, romanzi, canzoni, aforismi. All’anagrafe Giovanni Giancaspro (Molfetta, 1988), il cantautore ha partecipato all’ultimo Festival di Sanremo con “Arnica”, singolo scritto da lui e prodotto da Katoo che ha anticipato di poco l’uscita dell'album “Mareducato”, il terzo, per l’etichetta Polydor/Universal Music. A marzo è stato pure pubblicato il libro di poesie “Ci siamo fatti mare" (Rizzoli), settima raccolta di versi del poliedrico artista, autore anche di tre romanzi (Fabbri Editore). Il libro d’esordio “Il florilegio passato”, scritto a vent’anni, è una raccolta in versi su un viaggio in India senza soldi né scarpe, un lavoro autoprodotto poi venduto per strada. Poeta viaggiatore, dal 2007 al 2015 Giovanni si è mosso in bicicletta in India, Sudamerica, Europa. Ha vissuto e studiato accanto a maestri e sciamani, ed è stato battezzato “Gio Evan” da un nativo hopi.
«“Abissale” è l'invito a vivere di profondità in superficie e non di profonda superficialità» spiega «Educare in latino è “educere”, condurre fuori. Dunque l’etimologia indica che l’educazione non è materiale che da fuori mettiamo dentro, bensì viceversa. È la nostra integrità, sono le consapevolezze già tutte integre dentro noi che vengono emesse nel mondo esteriore. “Mareducato” si riappropria di questa definizione, è il coraggio di ricondurre noi stessi fino all’abisso fondo, dove risiede il nostro sé intimo. Si parte dalla riva, (introspezione) e si arriva all’abisso (mantra allegro). “Mareducato” è il percorso che facciamo quando scegliamo il cammino della conoscenza, della profondità che conduce a noi. È una nuova forma di educazione, quella dettata dall’infinito».