“Giovinezza obbligatoria”: in scena noi, i social, la verità

SAN DEMETRIO. «Cos’è la vecchiaia e perché ci fa così paura?». Parte da queste domande il percorso che ha portato a concepire “Giovinezza obbligatoria”, lo spettacolo che domani, domenica 16 gennaio,...
SAN DEMETRIO. «Cos’è la vecchiaia e perché ci fa così paura?». Parte da queste domande il percorso che ha portato a concepire “Giovinezza obbligatoria”, lo spettacolo che domani, domenica 16 gennaio, alle ore 18 inaugura la 14ª edizione di Strade, la rassegna teatrale di Arti e Spettacolo con sei appuntamenti da gennaio a marzo sul palco del Teatro Spazio Nobelperlapace di San Demetrio ne’ Vestini, alle porte dell’Aquila.
Uno lavoro – co-prodotto con la compagnia torinese Tedacà e con la compagnia Teatro delle Temperie di Bologna – che nasce prima della pandemia e, a causa delle restrizioni, arriva in Abruzzo solo dopo i successi di Bologna e Torino. Il testo alza il velo sulla vecchiaia e la racconta, con leggerezza e sarcasmo, nella affascinante scenografia ideata da Giancarlo Gentilucci che, con le sue trasparenze e i suoi giochi di riflessi, riproduce la costante esposizione di ciascuno di noi agli occhi altrui nella doppia dimensione della realtà fisica e di quella virtuale. «Abbiamo pensato di rendere tutto trasparente come per i tempi che viviamo», si legge tra le note scenografiche, «con le nostre vite esposte agli occhi altrui attraverso il mondo social. La scena a volte è anche riflettente e consente agli attori di osservarsi e moltiplicarsi, quasi ad affermare l’omologazione di cui tutti siamo vittime. In scena si riflette anche il pubblico, che forse si può immedesimare con ciò che accade. I costumi ci suggeriscono una visione dell’abbigliamento molto legata al lavoro, a una moda che esclude la diversità ed è appiattita sulla funzionalità, escludendo totalmente il piacere di rappresentare se stessi in mezzo agli altri». Sul palco Andrea Lupo e Tiziana Irti, una coppia sola e isolata ma paradigmatica, esposta allo sguardo e al giudizio, alle prese con problemi personali, intimi eppure universali, uno su tutti, appunto, la vecchiaia. È una questione anagrafica? È una questione biologica? È una questione sociale? Quand’è che una persona può essere dichiarata “vecchia”? È una questione psicologica? È una questione fisica? Di prestazioni? Di capacità o incapacità a svolgere determinate mansioni? Lo spettacolo cerca di indagare questi aspetti e nel risolversi usa la chiave dell’ironia per suggerire possibili risposte allo spettatore. Ingresso con Green pass. (fab.i.)