Giraud: il mio film è destinato a chi non mi ama

L’attrice a Francavilla con il debutto alla regia di “Flaminia”: «Vedendolo ci si dovrebbe chiedere: sto vivendo la vita che voglio?»
FRANCAVILLA AL MARE. «Ci tengo a dire che questo non è un film solo romano: “Flaminia” è ambientato a Roma, ma si parla di sentimenti. Io vorrei che, uscendo dalla sala, le persone che vedono il film si chiedessero: ma sto vivendo la vita che voglio?».
Così l’attrice Michela Giraud presentava ai microfoni di Alessandro Cattelan, a Radio Deejay, “Flaminia”, il film che, oltre a vederla protagonista, segna il suo esordio dietro la macchina da presa. Michela Giraud e la sua opera prima saranno di scena, questa sera, dell’Adriatic Film Festival di Francavilla al Mare. Si alza infatti oggi il sipario sulla nuova edizione della rassegna internazionale dedicata al cinema indipendente, diretta da Guido Casale, che animerà l’Auditorium Sirena fino al 9 giugno. Il film sarà proiettato alle 21, nell’ambito della sezione “Opera Prima”, seguito dal talk con l’attrice e regista, special guest della serata.
Arrivato nelle sale lo scorso aprile, il film mescola finzione e realtà. Protagonista è Flaminia De Angelis, trentenne nata e cresciuta a Roma Nord da una famiglia “arricchita”, che trascorre le giornate con le sue amiche, tra centri benessere, palestra e abiti griffati. La ragazza, tuttavia, non è veramente considerata una di loro, in quanto non appartenente a una famiglia ricca da generazioni. Flaminia è a un passo dal matrimonio con il fidanzato cocainomane Alberto, che le consentirebbe di coronare, più che il sogno d’amore, la sua scalata sociale. A rimescolare il tutto è il ritorno a casa della sorellastra Ludovica, che soffre di un disturbo dello spettro autistico. Attraverso Ludovica, Michela Giraud ha portato sullo schermo parte del suo vissuto: il rapporto con sua sorella Cristina, autistica. “Flaminia” è, inoltre, liberamente ispirato al personaggio creato da Michela Giraud per il libro “Tea”, scritto insieme con Daniela Delle Foglie, Laura Grimaldi e Serena Tateo. «Doveva essere la trasposizione di un libro con una protagonista completamente diversa: molto magra, impostata, ben inserita. Quella che io avrei voluto essere da adolescente», ha dichiarato la Giraud in un’intervista a Vanity Fair. «A un certo punto, però, i miei sceneggiatori mi hanno proposto di inserire il personaggio di Ludovica. Abbiamo scritto un’altra sceneggiatura. Sapevo che dovevo fare “Flaminia”, per me e per le persone che vivono una condizione familiare come la mia. È necessario mettere la popolarità al servizio di messaggi di senso. “Flaminia” è destinato a coloro che non mi conoscono, che paradossalmente non mi vogliono bene, ai quali non deve interessare quanto il film sia una riproduzione fedele, in scala uno a uno, della mia esistenza». Il film è dedicato al giornalista, sceneggiatore e attore Andrea Purgatori, scomparso nel luglio del 2023, che compare in un cameo. Il festival si aprirà oggi alle ore 17, con le proiezioni pomeridiane.