Giuliana De Sio è Adriana l’ambigua casalinga di Ruccello

TERAMO. A quasi vent'anni di distanza Giuliana De Sio porta nuovamente in scena al Comunale di Teramo "Notturno di donna con ospiti", il perturbante ritratto di solitudine metropolitana e proletaria...
TERAMO. A quasi vent'anni di distanza Giuliana De Sio porta nuovamente in scena al Comunale di Teramo "Notturno di donna con ospiti", il perturbante ritratto di solitudine metropolitana e proletaria con echi di tragedia greca scritto nel 1983 dal geniale Annibale Ruccello. Spettacolo della 10ª stagione di prosa allestita dalla Società Primo Riccitelli per il Comune, la pièce di Ruccello è in cartellone oggi alle ore 21 con repliche domani (ore 21) e giovedì (ore 17). Come detto, si tratta di un ritorno: già nella stagione 1996-97 l'attrice salernitana portò in città il copione del drammaturgo napoletano, sempre con la regia di Enrico Maria Lamanna.
Annibale Ruccello, morto a trent'anni nel 1986 in un incidente stradale, era l'astro nascente nell'ambito della nuova drammaturgia napoletana che, orfana di Eduardo De Filippo, si andava affermando all'inizio degli anni Ottanta (Mario Martone e Falso Movimento, Enzo Moscato, Antonio Neiwiller, Manlio Santanelli). La morte giunse proprio quando Ruccello cominciava a cogliere i frutti del suo lavoro e talento, con richieste di testi e regie, allestimenti sempre più frequenti dei suoi copioni anche fuori dal giro dei teatrini off napoletani. In "Notturno di donna con ospiti" c'è tutto il suo teatro: l'ambiguità del dramma giocata sulla trasversalità tra i generi, commedia farsa tragedia, il gusto per la rappresentazione iperrealistica a forti tinte, per le atmosfere noir mutuate dal cinema, l'intersecarsi tra piano onirico e piano reale, il mescolamento di cultura alta e cultura pop, la contaminazione tra sceneggiata e tragedia classica. E soprattutto il quotidiano di solitudine e alienazione di una figura femminile, qui la casalinga Adriana, barricata in un interno, depressa e euforica, accerchiata da oscure minacce esterne. (a.fu.)
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