Glenda Jackson in scena a 80 anni fa la madre omofoba a New York

22 Febbraio 2018

NEW YORK. Dopo aver lasciato la politica, e dopo un memorabile «King Lear» all'Old Vic di Londra, Glenda Jackson ha attraversato l'oceano e dopo 30 anni torna a Broadway. La 81enne attrice britannica,...

NEW YORK. Dopo aver lasciato la politica, e dopo un memorabile «King Lear» all'Old Vic di Londra, Glenda Jackson ha attraversato l'oceano e dopo 30 anni torna a Broadway. La 81enne attrice britannica, due volte premio Oscar, reciterà in «Three Tall Women» di Edward Albee, il dramma che nel 1994 fece vincere al commediografo uno dei suoi tre Pulitzer ma che mai prima d'ora era andato in scena sulla «Lunga strada bianca». Con la Jackson, nella parte della ultranovantenne «A» - un personaggio ispirato alla madre adottiva di Albee, Frankie, che non aveva mai accettato il suo essere gay - reciteranno al John Golden Theatre di Broadway Laurie Metcalf (una nomination agli Oscar per Lady Bird) e Alison Pill, regista Joe Mantello. Glenda è arrivata a New York in gennaio per le prove: «Three Tall Women» aprirà il 27 gennaio: «Tre donne di età diverse parlano delle loro vite e dei rapporti con le rispettive famiglie. Gradualmente si capisce che potrebbero essere la stessa donna», si legge nella locandina. Per Broadway è un doppio evento. Edward Albee è morto nel 2016 a 88 anni e «Three Tall Women», andata in scena per la prima volta nel 1991 a Vienna con la regia dell'autore, è forse una delle sue opere più personali. Sono passati tre decenni dall'ultima volta di Glenda Jackson a Broadway (nel 1988 in una produzione di Macbeth). All'inizio degli anni Novanta l'attrice, soprannominata «lla Brigitte Bardot per l'uomo che pensa», aveva abbandonato il teatro perla politica. Eletta come parlamentare Labour, la Jackson era diventata celebre per la sua opposizione a Margaret Thatcher (ma anche a Tony Blair per la guerra in Iraq) e aveva servito per 23 anni i sudditi di Sua Maestà fino al 2015. Ma è chiaro che lo spettacolo le era rimasto sempre nel sangue. A 80anni Glenda si era cimentata con il ruolo più complesso del repertorio shakespeariano e in una parte scritta per un uomo. La sua performance nel «Re Lear» aveva trasceso il genere: «Uno dei Lear più potenti che ho mai visto», aveva scritto al debutto all'Old Vic la critica dell'Observer Susannah Clapp. Per Lear la Jackson aveva vinto il premio dell'Evening Standard dedicato alla memoria di Natasha Richardson. Un riconoscimento che si era aggiunto ai due Oscar attribuiti oltre 40 anni fa per «Women in love» e «Un tocco di classe» e alle nomination per un Tony per ciascuna delle sue quattro apparizioni a Broadway tra cui il leggendario Marat/Sade di Peter Weiss con la regia di Peter Brook.
©RIPRODUZIONE RISERVATA