Gli studiosi e le difficoltà di ricostruire una pagina nera della Seconda Guerra mondiale

Gli studiosi sanno bene che i documenti importanti su rilevanti fatti storici spesso vengono fuori per caso. Magari cercando altro. È stato così anche per il fascicolo sulla strage nazi-fascista di...
Gli studiosi sanno bene che i documenti importanti su rilevanti fatti storici spesso vengono fuori per caso. Magari cercando altro. È stato così anche per il fascicolo sulla strage nazi-fascista di Onna dell’11 giugno 1944. Dell’esistenza di quell’incartamento nessuno aveva notizia. Si sapeva invece che fra il 1945 e il 1946 si tenne un processo, con condanna finale, al “capo” del fascismo onnese che, nel maggio 1945, rischiò il linciaggio proprio perché i suoi compaesani lo ritenevano complice dei tedeschi nella strage dell’11 giugno 1944. L’uomo per evitare la cattura sparò contro due onnesi e scappò. Fu fermato a Bazzano da una guardia campestre e arrestato. Dopo il sisma del 2009 molti faldoni – i più datati – dell’archivio del palazzo di Giustizia sono stati trasferiti all’Archivio di Stato e ci sono voluti anni per organizzare in maniera ragionata tutta la gran mole di materiale in modo da essere fruibile. E proprio cercando il processo del 1945-1946 è spuntato il fascicolo più importante. Nel 1951 l’istruttoria fu chiusa in un battibaleno.
Il 29 aprile 1951 fu chiesto ai carabinieri un approfondimento delle indagini. La risposta, dopo 15 giorni, fu che non c’erano elementi nuovi. Da lì il “non doversi procedere” e il “seppellimento” del fascicolo riemerso solo ora.
Il 29 aprile 1951 fu chiesto ai carabinieri un approfondimento delle indagini. La risposta, dopo 15 giorni, fu che non c’erano elementi nuovi. Da lì il “non doversi procedere” e il “seppellimento” del fascicolo riemerso solo ora.