Grande lirica, al Marrucino c’è la Tosca di Puccini

Il cartellone del Teatro di Chieti apre con l’opera affidata alla direzione di Sipari, regia di Manu Lalli
CHIETI. Sarà la Tosca, di Giacomo Puccini su libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa a inaugurare in questo week-end (questa sera alle 20.30 e venerdì 13 e domenica alle 17.30) il cartellone lirico del Teatro Marrucino di Chieti. Una prima a quattro mani, affidata alla regista Manu Lalli che “rileggerà” le note di regia dello stesso autore inserite nel libretto, quindi filologicamente rispettosa dell’ambientazione, con colori, luci e i movimenti scenici che sottolineeranno la modernità dell’opera e della musica.
Una produzione che grazie alla rinnovata collaborazione per le scene e i costumi con la Fondazione Festival Puccini, della triade Ficacci, Moretti e Pizzi, sarà ripresa in estate a Torre del Lago. «Siamo orgogliosi della volontà del direttivo della Fondazione di proseguire l’intesa anche per questo anno» commenta il direttore artistico del Marrucino Giuliano Mazzoccante. «Ospitare nel nostro Teatro il debutto di un’Opera così complessa e articolata, con nomi di assoluto rilievo, è per noi un enorme onore». Sul podio alla testa dell’Orchestra dell’Isa, presieduta da Bruno Cairoti e diretta artisticamente da Ettore Pellegrino, salirà Jacopo Sipari di Pescasseroli, da nuovo direttore principale di questa formazione, e delle masse corali preparate dai maestri Christian Starinieri e Paola Ciolino rispettivamente del Marrucino e le Voci Bianche del Conservatorio Luisa d’Annunzio di Pescara. Valentina Boi sarà la diva, Carlos Almaguer Scarpia e Max Jota Cavaradossi.
«Mi ritengo un direttore pucciniano», ha dichiarato Sipari, «e portare Tosca, che rappresenta la scintilla del mio amore per la musica, sotto l’egida del Festival Puccini, alla testa della mia orchestra e nel teatro più bello e prestigioso d’Abruzzo, con un cast di artisti straordinari è per me una grande emozione. Lavorare con la regia di Manu Lalli che ha sottolineato l’essenza della Tosca, che è un’opera di sentimenti, emozioni, che con questa regia potrebbe essere seguita anche senza musica, grazie alla sua sapienza scenica, luci e colori a tinte forti. Menzione per l’orchestra che da sinfonica, poco avvezza, alla buca, si è trasformata in una splendida, fresca ed entusiasta formazione lirica, sottolineando ogni sfumatura, ogni contrasto, in grande sintonia con le linee di regia». Ciò che colpisce sono i “luoghi”, simboli dei personaggi, la scrivania per Scarpia, la Madonna per Tosca, la cappella Attavanti per l’Angelotti (Gaetano Merone), cavalletto e pennelli per Cavaradossi e i tempi dell’opera, poche ore, per descrivere come l’occhio di una macchina da presa, una Roma di inarrivabile fascino. A completare il cast Paolo Gatti (Sagrestano), Tommaso Mangifesta (Spoletta), Davide Filipponi (Sciarrone), Stefano Gennari (il carceriere) e Artemisia Dimalio che darà voce al pastorello.