GRANDE MUSICA E REPORTAGE DI GUERRA IN PRIMA ASSOLUTA

21 Luglio 2017

L’AQUILA. E’ una prima assoluta quella che viene presentata oggi all’’Aquila per la 6ª edizione de I Cantieri dell’Immaginario. “Assedio- frammenti di reportage” è l’opera multimediale prodotta dall’I...

L’AQUILA. E’ una prima assoluta quella che viene presentata oggi all’’Aquila per la 6ª edizione de I Cantieri dell’Immaginario. “Assedio- frammenti di reportage” è l’opera multimediale prodotta dall’Istituzione Sinfonica Abruzzese (Isa) che debutta alle 21,30 al Parco del Castello dell’Aquila (con replica domani, in caso all’Auditorium del Parco).
Nato da un’idea di Luisa Prayer, lo spettacolo è, a pochi giorni dalla liberazione della città irachena di Mosul dall’esercito del sedicente stato islamico, più che mai attuale e porta in scena il team creativo di autori/esecutori che hanno lavorato in azione sinergica alla scrittura di una partitura complessa per solisti, orchestra, voci narranti, video e che vede per la prima volta Lucia Goracci in veste di autrice di un testo teatrale e di interprete, insieme a Stefano Goracci.
Il concetto è di trasferire lo straordinario esito della testimonianza di una grande giornalista italiana - che da anni trasmette i suoi reportage da vari fronti di guerra, e che in particolare ha seguito a lungo gli assedi di Mosul (dal 2015 a oggi) e Aleppo (2016) - dal piano della cronaca giornalistica, a quello dell’opera, che nella forma artistica guadagna la dimensione della permanenza e della potenziale riproducibilità.
Dal valore di questa ricerca, nasce l’idea di creare un’opera che consenta di rivedere, riascoltare e riflettere, trasferendo l’esperienza dell’inviato reporter nella diversa dimensione temporale di un elaborato artistico.
Punto di partenza comune per la partitura sinfonica del compositore e direttore d’orchestra Tonino Battista e le elaborazioni di Daniele Roccato - per il quartetto di contrabbassi “Ludus Gravis” sono le Lamentationes Jeremiae Prophetae, mottetti composti da Giovanni Pierluigi da Palestrina (1525 -1594) sul testo biblico che parlano della distruzione di Gerusalemme, qui assunta come archetipo.
Si aggiungono le percussioni etniche dell’artista iraniano naturalizzato francese Ghavi Helm Mohammad, protagoniste nell’opera di momenti di improvvisazione a due con il contrabbassista Roccato. Completa lo spettacolo la parte visiva: nel video, creato dal regista/musicista Claudio Rufa, rsono state rielaborate le riprese fatte in Iraq e Siria da Lucia Goracci insieme al cameramen Miodrag Stojic.