Haber e Rosati sul palco come due amici al bar tra brani, versi e “pugnali”

Stasera al Flaiano “Maledetto l’amore che innamora” L’attore abruzzese: «Ale è geniale, improvvisa sempre»
PESCARA. Due vecchi amici al bar a raccontarsi la vita. Sono Alessandro Haber e il pescarese Federico Rosati, autori e interpreti di “Maledetto l’amore che innamora – Canzoni, versi, pugnali”, in scena questa sera a Pescara all’auditorium Flaiano (lungomare Colombo 122). Appuntamento alle 20,30 con l’open act del cantautore Nicola Linfante.
“Maledetto l’amore che innamora”, prodotto da Asd Florida, alla prima nazionale, non è il primo lavoro insieme, a teatro come al cinema, del mattatore Haber con Rosati, performer e poeta: «Abbiamo fatto uno spettacolo insieme, si intitola “Che ci venga un Bene”, in onore di Carmelo Bene, con il quale Alessandro ha avuto il privilegio di lavorare». L’istrione geniale Bene è un punto di riferimento e motivo di ispirazione per entrambi, per Rosati lo è anche Haber, collega e amico: «Haberino mi chiama Ale, perché sono un nevrotico e pazzo scatenato come lui (ride). Sono onorato che mi faccia lavorare con lui».
Dopo “Che ci venga un Bene”, sorta di duello a colpi di versi e musica, altri reading insieme, e il ritrovarsi ancora su un set del regista atriano Berardo Carboni per il film “Youtopia” (2018, con Matilda De Angelis, Donatella Finocchiaro, Pamela Villoresi), 12 anni dopo “Shooting Silvio”, dove Federico Rosati era il protagonista Kurtz. Ora questo nuovo lavoro fianco a fianco, ancora versi e note.
«Lui aveva voglia di cantare», continua Rosati, torrenziale e affabulante al telefono come sul palco. «Stiamo in scena come due vecchi amici stanno al bar, si ride, si scherza, si canta, si coinvolge il pubblico, è un colloquio a tre». “Canzoni, versi, pugnali”, recita il sottotitolo, perché al bar della vita vengono fuori anche i segreti e ci si tira qualche piccola pugnalata. «Lui canterà le canzoni che ama, “Margherita”, “Insieme a te non ci sto più”, i versi saranno poesie mie inedite e di altri autori», anticipa Rosati. Ma senza sbilanciarsi: «I pugnali? Vorrei che venissero fuori cose della vita di entrambi, ci tireremo reciprocamente qualche stilettata. Ci sarà modo di sentire delle storielle». Con ampio spazio all’improvvisazione, all’invenzione lì per lì: «Anche se scrivi una scaletta, Ale per il 70 per cento improvvisa, perciò deve avere di fronte un istrione come lui, capace del confronto». Saranno 75-80 minuti di spettacolo («Dipende anche dal pubblico, prima non sai mai se sarà freddo o partecipe»), un duello sull’amore «in tutte le sue sfaccettature e sfumature, bello, maledetto, l’amore per la vita, per il pensiero», accompagnati i due performer dalle soavi note dal vivo di Javier Salnisky al bandoneon, Pierluigi Aielli alla chitarra elettrica, Fabrizio Romano alla tastiera.
L’open act sarà del chitarrista e cantautore Nicola Linfante, di Sala Consilina, «un artista giovane e molto bravo che aprirà lo spettacolo con tre suoi pezzi», racconta ancora Rosati.
Oltre che con Federico Rosati, Alessandro Haber già altre volte ha lavorato con artisti abruzzesi, basti citare il film di Mario Monicelli “Parenti serpenti”, sceneggiato dall’autore lancianese Carmine Amoroso e girato a Sulmona, e la partecipazione all’album “Vitae” di Davide Cavuti, oltre ai due film di Carboni. E a proposito del regista atriano, Federico Rosati è impegnato nel nuovo film scritto e diretto da Berardo Carboni “Greta e le favole vere” (primo ciak battuto a luglio), con Raoul Bova, Donatella Finocchiaro, Sabrina Impacciatore e Darko Peri.