Halter aggredito in casa: volevano farmi paura

15 Febbraio 2021

Lo scrittore ebreo da sempre a fianco degli islamici moderati, 85 anni, ora è sotto protezione a Parigi

PARIGI. «Non cercavano soldi, la mia carta di credito era sul tavolo e l’hanno lasciata lì come per far capire che non era quella che li interessava. Volevano mettermi paura, avvertirmi». A 85 anni, dopo mille battaglie ed essere sfuggito all'Olocausto, Marek Halter è stato aggredito e picchiato in casa a Parigi a pochi giorni dall'uscita del suo ultimo libro.
Ora è sotto stretta protezione della polizia, il presidente Emmanuel Macron gli ha espresso la sua solidarietà. Sembra più stupito che spaventato lo scrittore di origine polacca, nato a Varsavia e naturalizzato francese nel 1980. Il giorno dopo l’aggressione in casa – abita nel cuore del Marais, il quartiere parigino in passato duramente colpito da attentati antisemiti – Halter minimizza le conseguenze: «Sto bene», ha detto, «ho qualche livido che se ne andrà presto. L’unica cosa è che la mia protesi alla spalla si è leggermente spostata nel parapiglia». Se Macron gli ha fatto esprimere tutta la sua solidarietà dal suo capo di gabinetto Patrick Strzoda, il ministro dell'Interno Gérald Darmanin lo ha chiamato di persona, annunciandogli che una scorta della polizia lo terrà d’occhio giorno e notte fino a nuovo ordine. Gli hanno telefonato in tanti «Siamo in un paese meraviglioso», ha commentato oggi Halter, «in cui uno scrittore aggredito riceve tantissimi messaggi di solidarietà, da ogni parte». Ma quanto a quello che è successo la notte fra venerdì e sabato, ammette di «non capire»: «Stavo correggendo le bozze del mio nuovo libro e mi sono addormentato in poltrona», racconta. «Quando ho aperto gli occhi erano le 2.30 e ho visto un uomo accanto a me, mi guardava. Era vestito tutto di nero, con il passamontagna, come Arsenio Lupin», scherza, «era quasi una caricatura. Poi ho visto un altro uomo sulla soglia della stanza, vestito nello stesso modo».
Lo scrittore si dice certo che si siano introdotti da una finestra del suo appartamento, che si trova al primo piano. Ha provato ad alzarsi, lo hanno fermato e lui ha tentato di divincolarsi prima di cadere a terra e rimediare qualche colpo. Una vita avventurosa la sua, la fuga dal Ghetto di Varsavia, le persecuzioni, il passaggio in Unione Sovietica. Eppure, due sere fa, solo in casa, «per la prima volta», ammette, «ho gridato chiedendo aiuto». I due misteriosi individui non hanno mai parlato, tranne alla fine dell'intrusione, prima di sparire nel nulla: «Se continui a gridare sei morto», ha minacciato uno di loro. Sono andati via senza portare con loro nulla . In passato Marek Halter è stato protagonista di durissime controversie per il suo impegno contro l’antisemitismo e il razzismo, le sue battaglie al fianco degli intellettuali islamici moderati.