Hanif Kureishi: l’obbligo del sesso in questo sistema capitalistico

TORINO. Il desiderio, il sesso vissuto da un uomo che non può più farlo. Hanif Kureishi pensava che «non avrebbe più scritto libri» e invece è arrivato “Uno zero” (Bompiani), un romanzo breve che ci...
TORINO. Il desiderio, il sesso vissuto da un uomo che non può più farlo. Hanif Kureishi pensava che «non avrebbe più scritto libri» e invece è arrivato “Uno zero” (Bompiani), un romanzo breve che ci mette davanti alle nostre contraddizioni e a come cambia il modo di vivere la sessualità.
«Il desiderio si manifesta in maniera diversa a seconda delle epoche. Il modo in cui si faceva l'amore negli anni Sessanta è diverso da quello degli anni Settanta, Ottanta e da oggi. Ci sono dei cambiamenti, degli sviluppi in una direzione piuttosto che in un'altra e quindi bisogna continuare a scrivere di amore e di come lo viviamo», ha detto lo scrittore anglo-pakistano, 62 anni, al suo arrivo, ieri, al Salone del Libro di Torino.
«Viviamo in un sistema ultracapitalistico in cui tutti per forza devono essere felici e fare sesso nel miglior modo possibile, come se fosse un obbligo. Se no sei uno sfigato, un perdente sia per l'aspetto fisico che per lo stato sociale. Siamo tutti spinti ad avere un certo tipo di fisico, mangiare un certo tipo di cibo, adottare un certo tipo di vita. Ma, non veniamo incoraggiati a farci una cultura, a immaginare, a scoprire cose nuove», ha sottolineato lo scrittore e lo sceneggiatore di “My Beautiful Laundrette” che a Londra, dove vive, è considerato «parte di una élite liberale che si è attirata le ire di tutti. Ci accusano», ha concluso Hanif Kureishi, «di aver perso il contatto con l'anima della Gran Bretagna che sarebbe rappresentata da Theresa May. Dopo la Brexit c'è stato un grande cambiamento e quelli come me vengono vissuti come se fossero delle persone elitarie, prive di qualsiasi senso della realtà. Non escludo che decidano di abbatterci».
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