I Cascella e la ceramica, l’anima dell’Abruzzo

A Castelli la produzione dei 4 artisti pescaresi Basilio e i figli Tommaso, Michele e Gioacchino, e del raffinato Pandolfi
CASTELLI. Parli di ceramica e pensi a Castelli ma stavolta a stupire non sono i grandi maestri delle storiche dinastie locali. Sono gli artisti di un'altra dinastia artistica abruzzese, quella dei Cascella, a cui è dedicata una misurata ed esaustiva esposizione nella sede provvisoria del Museo delle Ceramiche, nel cuore del paese noto da più di 500 anni per le sue maioliche.
Curata da Roberto Durigon e Maurizio Pace, collezionista quest'ultimo che ha supportato con energia e molte opere in prestito la mostra, “I Cascella e la ceramica in Abruzzo nel primo Novecento” è un percorso espositivo che sintetizza abilmente l'interessante produzione ceramica dei quattro artisti pescaresi – Basilio e i figli Tommaso, Michele e Gioacchino che fu su tutti ceramista – con una ottantina di pezzi provenienti da raccolte private, quasi tutte esposte al pubblico per la prima volta, dalle opere uniche agli oggetti di arte applicata. Promossa dal Comune di Castelli, voluta dal sindaco Rinaldo Seca e sostenuta dalla Industria Cartone Ondulato (Ico) della famiglia Lancia, la mostra è coronata da un catalogo con importanti contributi critici e scientifici che sarà presentato a Castelli il 30 agosto alle ore 22.
Un allestimento che consente di rivivere il clima culturale dell’Abruzzo tra la fine del XIX e l’inizio del secolo successivo, come nota la curatela, periodo in cui nella nostra regione operarono artisti di gran livello e di alte capacità espressive, non solo i Cascella in termini di ceramica, ma anche un autore ricercatissimo nel nord Italia, dove si trasferì da giovane, e quasi sconosciuto in Abruzzo, dove ora per la prima volta vengono esposte alcune sue opere: Alessandro Pandolfi, nato a Castellammare Adriatico, ceramista dal tratto felicissimo, xilografo e pittore.
E poi il rosetano Pier Giuseppe Di Blasio, ricordato per i lavori ispirati principalmente alla denuncia sociale, e il castellano Giovanni Pardi, considerato oggi una dei padri della rinascita della ceramica di Albissola e l'iniziatore della maiolica a Civita Castellana, come spiegano i curatori.
«Queste maioliche illustrano l’anima dell’Abruzzo con le sue tradizioni agro-pastorali e marinare, la sua cultura, i suoi costumi», ha notato il vicepresidente del Csm Giovanni Legnini in visita alla mostra, opere che consegnano la memoria di un Abruzzo mitico, di una storia passata dove è ben presente un linguaggio di simboli arcaici teso a un processo di rinascita, trasformazione ed evoluzione. «Questa mostra è anche la realizzazione di un desiderio nutrito da anni, da quando, insieme con l’allora sindaco Enzo De Rosa, si era pensato di celebrare nel nostro museo questo gruppo di artisti, che, con le loro opere, nella prima parte del secolo scorso, hanno onorato la ceramica e l’Abruzzo intero», osserva poi Giovanni Giacomini, presidente del Museo delle Ceramiche, ospitato in via Paradiso a Castelli, dove l'esposizione resterà aperta fino al 1 ottobre, tutti i giorni dalle ore 10 alle 13 e dalle 15 alle 19.
©RIPRODUZIONE RISERVATA