I confetti William Di Carlo nel mondo Fico
L’azienda sulmonese scelta dal guru dell’agroalimentare Farinetti. L’imprenditore: «Un impegno che ci inorgoglisce»
SULMONA. I confetti di Sulmona sapore-simbolo d’Abruzzo nella Fabbrica Italiana del Cibo (Fico). Nella Eataly World dell’imprenditore dell’agroalimentare di qualità Oscar Farinetti, ci saranno 150 metri quadrati dedicati al confettificio Peligno di William Di Carlo. Privilegio per pochi. Sono infatti 40 le aziende che “abiteranno” nella città del cibo. Ottantamila metri quadrati, nell’area dell’ex mercato ortofrutticolo di Bologna, per raccontare storia e storie del buon agroalimentare italiano. Un parco per declinare, in un unico luogo, le eccellenze del gusto di un’intera nazione.
Il compito di parlare dell’Abruzzo sarà affidato a William Di Carlo dunque. Una storia, quella dei confetti Di Carlo, che ha inizio nel lontano 1833, quando Francesco Marcone, di professione confettaio, si reca all'anagrafe di Sulmona per registrare la nascita del figlio Filippo. È proprio quell’attestazione professionale che consente di datare la presenza del nucleo dell’azienda, poi diventata William Di Carlo, a quasi due secoli fa. Un’azienda cresciuta nel tempo tanto da conquistare, con le sue dolcezze, anche il Re Umberto I di Savoia. Oggi alla guida dell’azienda c’è un altro William, che, oltre al nome del nonno, ha ereditato i segreti della lavorazione artigianale dei confetti.
Una tradizione che ha consentito a Di Carlo di essere presente sui mercati di tutto il mondo e nella rete di Eataly di Farinetti. La scelta dei confetti di Sulmona per l’ambiziosa Disneyworld del cibo è, infatti, la conferma di un rapporto costruito nel tempo. «I nostri prodotti», racconta William, «sono da sempre nella rete di Eataly. Nel giorno dell’inaugurazione a Torino eravamo lì con i nostri prodotti».
Era il 2007. Ora, a distanza di 8 anni, la “chiamata” per questo nuovo progetto. «Circa un anno fa sono stato contattato e convocato per un incontro a Bologna, direttamente sul posto su cui nascerà Fico. Sono stato letteralmente impressionato dalle dimensioni dell’area e del progetto». Una bella attestazione di stima per l’azienda di confetti scelta nella città dei confetti, per un progetto a dir poco ambizioso. «Sono un po’ “preoccupato”», sorride l’imprenditore sulmonese, «perché, per una realtà come la nostra, si tratta di un progetto molto impegnativo, dal momento che non si tratta solo di far vendita, ma anche produzione. Dovremo formare delle persone che saranno lì a lavorare e, almeno nei primi periodi, dovremo essere presenti in prima persona. Al contempo però», aggiunge, «quello che mi piace di più di questo progetto è proprio l’idea di far vedere tutte le fasi della produzione».
Cifre e numero di dipendenti da inviare a Bologna sono ancora in fase di definizione. Quel che è certo è che ci sarà da lavorare «visto che l’idea è quella di fare delle aperture a totale servizio del consumatore, dalle 10 del mattino a mezzanotte». Fico: un acronimo che infonde entusiasmo, non c’è che dire, ma anche progetto accolto non senza qualche polemica. Paradiso dei golosi per molti. Ma non fors’anche luogo-non luogo che rompe un po’ il legame tra un prodotto e il suo territorio di origine? Non è così per Di Carlo. «Parliamo tanto di Sulmona città del confetto e abbiamo fatto tanto in direzione del nome», spiega, «ma i fatturati grossi in Italia non li facciamo noi, quindi dovremmo anche fare autocritica e capire perché siamo indietro nel panorama nazionale del mondo della confetteria. E sicuramente questo andare ognuno per conto proprio, da parte dei confettifici sulmonesi, ha il suo peso. Questo, però, per dire far vedere all’esterno la produzione che si fa qui a Sulmona è un momento di maggior visibilità per la città e per il confetto». Anche perché i “segreti” arriveranno direttamente dalla città di Ovidio. «Le materie prime partono da qui», prosegue l’imprenditore, «le attrezzature le scegliamo noi, le persone le formiamo noi. Non è snaturare nulla: è come se prendessimo una stanza di questo stabilimento e la trasferissimo temporaneamente lì» Ancora in via di definizione i prodotti da portare a Bologna, tra i circa 130 tipi di confetti e praline firmati William Di Carlo. Non potrà mancare il classico confetto bianco alla mandorla di Sulmona, che però, nei gusti del pubblico nazionale e internazionale da un po’ di tempo deve vedersela con due interessanti new entry: il cubano, goloso confetto alla mandorla con rum e cannella, e il confetto con cioccolato bianco e caramello. Quale sarà il preferito a Eataly World? Per i bilanci ci vorrà ancora un po’: l’apertura tra il 2016 e il 2017.
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