I favolosi 80 anni di Barbra Streisand, l’antidiva

24 Aprile 2022

Una vita fatta di musica, cinema e impegno politico. E adesso sta lavorando alla sua autobiografia

L'ultimo, ironico, omaggio l'ha fatto Paul Thomas Anderson in Licorice Pizza quando Bradley Cooper nel ruolo di Jon Peters, il parrucchiere delle star di Hollywood, fa una battuta sulla sua compagna di allora, Barbra Streisand: «pensate che io abbia un brutto carattere? Non avete mai visto lei arrabbiata». Solo un piccolo punto della vita di una leggenda che oggi compie 80 anni. L'anno scorso ha pubblicato un album, Release Me 2 e ora è impegnata a finire la sua autobiografia. Nel frattempo si gode la famiglia, accanto al marito James Brolin, con cui è sposata da 23 anni e ai nipoti dopo una vita sentimentale da romanzo con un matrimonio con Elliot Gould e una serie di relazioni e flirt veri o presunti con star di ogni genere e perfino rumours sul Principe Carlo e Bill Clinton.
Nei sessant'anni di carriera, Barbra Streisand è diventata più di una diva, perché è stata una delle prime donne ad assumere un ruolo di grande influenza nel mondo dello show business e non solo, vista la sua attività di sostenitrice del Partito Democratico. Nel 1983 con Yentl è stata la prima donna a scrivere, dirigere, produrre e interpretare un film per una major di Hollywood. La Streisand fa parte della ristretta cerchia degli EGOT, gli artisti che hanno vinto i premi più importanti, Emmy, Grammy, Oscar e Tony, per non dire degli undici Golden Globe e degli oltre 150 milioni di dischi venduti. Una carriera inimitabile costruita su una voce inconfondibile, in bilico tra pop e Broadway, modellata sullo stile di Judy Garland. La ragazza ebrea che aveva perso il padre troppo presto e che negli anni '60 si esibiva nei locali gay di New York (e ora è un'icona gay) ha impiegato poco a diventare star: già col suo primo album vinse due Grammy, mentre già era candidata al Tony per Funny Girl, il cui adattamento firmato da William Wyler le fruttò l'Oscar come migliore attrice nel 1969, ex aequo con Katharine Hepburn. Il secondo lo vince nel 1977 per la miglior canzone, con Evergreen da È nata una stella, accanto a Kris Kristofferson. L'accoppiata film di successo e grande hit è un elemento costante della sua carriera, basta pensare ai trionfi di They way we were», dal film Come eravamo, che ha fatto piangere generazioni con la complicità di Robert Redford.
Davvero pochi gli artisti che sono riusciti a mantenere con lo stesso successo la doppia carriera senza perdere credibilità e tutto sommato quell'aura da irraggiungibile che le viene da una personalità fortissima e da una bravura formidabile. Ma, soprattutto, la sua è la clamorosa storia di affermazione personale di una donna partita dal nulla che ha rivendicato le proprie scelte, in un mondo che vedeva tutt'altro ruolo per l'universo femminile. Avendo alle spalle una storia simile può anche permettersi di guardare con una certa serenità al tempo che passa: anche perché nel 2009 grazie a Love is the answer che ha raggiunto la vetta della classifica, è diventata la prima artista donna ad aver pubblicato un album numero uno per cinque decenni consecutivi, dai 60 ai Duemila. E intanto è pure tornata alla commedia di successo con Ben Stiller, Dustin Hoffman e Robert De Niro nella saga familiare Mi presenti i tuoi. Una cosa è sicura: chi la prende come modello avrà vita dura per superare i suoi risultati.