I Neomènia interpretano le canzoni d’autore

Il trio abruzzese presenta il suo nuovo album stasera in un concerto al Teatro Saliceti di Ripattoni
TERAMO. Luigi Tenco, Lucio Battisti, Lucio Dalla, Mina: autori e interpreti della bella musica italiana vengono celebrati nel disco “Canzoni in una stanza” del trio Neomènia. La formazione composta da Luca Mongia (voce, chitarra acustica e lap steel, pianoforte), Domenico D’Alonzo (chitarre elettriche) e Glauco Di Sabatino (percussioni e batteria) presenta il nuovo album stasera con un concerto in programma nel Teatro Saliceti di Ripattoni, frazione storica di Bellante (Teramo). Inizio alle ore 21, ingresso libero. La serata è organizzata in collaborazione con la pro loco. Trio tutto abruzzese Neomènia, con il teramano Di Sabatino, il pinetese Mongia e il lancianese (ma nato a Roccascalegna) D’Alonzo. Il nome scelto dall’ensemble indicava nell'antico calendario greco il novilunio. E una luce nuova desidera gettare questo disco su famosi brani della musica italiana autoriale riproponendoli in una nuova veste sonora, in chiave semi-acustica, con arrangiamenti dalle sonorità eleganti e mai banali. “Canzoni in una stanza”, nove brani di cui uno originale, è stato totalmente registrato dal vivo in studio, per riuscire a catturare al meglio l’intenzione e l’emozione del momento. Queste le tracce del disco: L’ultima occasione” (Mina), “L’aquila” e “Confusione” (Lucio Battisti), “Alle sei di sera” (Eduardo De Crescenzo), “Come si cambia” (Fiorella Mannoia), “Vedrai vedrai” (Luigi Tenco), “Diamante” (Zucchero), “Canzone” (Lucio Dalla) e l’inedito “Lascia parlare me”, scritto da Mongia. L’ operazione è dettata dalla voglia di far riscoprire esempi della grande musica italiana d’autore in un momento in cui imperversa una produzione, come la trap, povera di note e testi, spiega Glauco Di Sabatino, collaboratore del fratello Paolo, di Fabio Concato, Antonella Ruggiero, lo scomparso Goran Kuzminac e molti altri.
«La scelta dei brani è stata guidata dalle nostre preferenze personali, oltre che dalle caratteristiche della nostra formazione e della voce di Luca Mongia. Abbiamo scelto pezzi nelle sue corde. Non ci consideriamo un gruppo di cover, ci piace reinterpretare la musica italiana autoriale, avendo lavorato con tanti suoi protagonisti. Naturalmente abbiamo adattato i brani al nostro gusto, rivisitandoli in chiave moderna e personale per costruire un vero e proprio viaggio emozionante tra parole e note di grandi artisti».
Anna Fusaro
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