I prigionieri alleati di Campo 78 raccontati dalla Bbc

Sulla tv di stato britannica le vicende dei soldati anglo-americani e il loro rapporto con la comunità locale
SULMONA. Le storie dei prigionieri alleati che sono usciti vivi dal Campo 78 durante le due guerre mondiali grazie agli abitanti della Valle Peligna che li nascondevano a costo della vita saranno al centro di un ciclo di documentari che andrà in onda sulla Bbc. L’ex campo di prigionia di Fonte d’Amore è stato scelto come location principale di una serie televisiva per la tv di stato britannica dalla Seadog production. La casa di produzione inglese, attiva dal 2009, con programmi trasmessi dalle principali reti televisive internazionali, è stata fondata dal noto produttore e presentatore Manty Halls.
La società è specializzata in riprese aeree, subacquee e con la tecnica di ultima generazione dei droni-camera. Telecamere montate su apparecchi radiocomandati che consentono riprese mozzafiato anche negli angoli più sperduti del mondo. Come quelli delle capanne e delle celle dell’ex campo di prigionia. In questi giorni l’ex presidente del consiglio comunale Franco Casciani sta avendo contatti coi produttori della società che saranno presto a Sulmona per iniziare le riprese e intervistare i superstiti, i loro figli e i protagonisti della seconda guerra mondiale in Centro Abruzzo.
«E’ il frutto di un percorso avviato dalla passata amministrazione comunale» rimarca Casciani «che vogliamo comunque portare avanti, perché così si fanno turismo e economia». L’intento è quello di recuperare e valorizzare la struttura ai piedi del Morrone secondo il modello dell’Heden Camp di York, che ogni anno conta all’incirca 130mila visitatori, porta occupazione e produce indotti turistici e commerciali sul territorio. Nel progetto, che dovrà essere condiviso dall’amministrazione guidata dal sindaco Annamaria Casini, saranno coinvolti anche studenti e operatori turistici della città, oltre che sodalizi vari. Come l’associazione Freedom Trail e la Fondazione Morrone, che si occupano di valorizzare il monte e tutto quello che rappresenta e contiene sotto il profilo turistico e culturale.
Il campo di prigionia, costruito per i prigionieri della Prima guerra mondiale, ospitò quelli di nazionalità austro-ungarica, impiegati in operazioni di rimboschimento, lavori agricoli e artigianali. Durante la Seconda guerra mondiale al Campo fu assegnato il numero 78 e divenne luogo di detenzione degli alleati anglo-americani, catturati nella campagna d'Africa. In quegli anni nella struttura c’erano oltre tremila internati. Fino a qualche anno fa il campo era utilizzato dall'Esercito come base militare di addestramento. Le capanne sono state parzialmente ricostruite, mentre restano solo le baracche sulla fila sinistra. Una parte del tetto è rimasta com’era. L'intonaco interno non è stato toccato, specialmente nei punti dove i prigionieri raffiguravano disegni, scritte e graffiti nelle interminabili giornate di detenzione. In alcuni casi sono ancora leggibili il nome e lo stemma del battaglione di appartenenza dei soldati o i turni di pulizia degli ambienti, che offrono uno spaccato della vita ai tempi della guerra. E proprio partendo da quei luoghi i produttori inglesi andranno ad intervistare i reduci della Brigata Majella, che furono i protagonisti della liberazione e che aiutarono i prigionieri alleati a seguire la via di fuga, oggi nota come Sentiero della libertà, che va da Sulmona a Casoli. Percorso al centro del Freedom trail che ogni anno l’omonima associazione organizza con studenti e la collaborazione del liceo scientifico Fermi. Il Campo 78, dunque, sarà per i prossimi mesi come l’Eden Camp di York in Inghilterra, uno degli esempi più riusciti di musei storici a tema dedicato alle due guerre mondiali. Il parco visite offre la possibilità di vedere anche le baracche utilizzate dai prigionieri e i reperti ritrovati. Quello che in sostanza si vorrebbe realizzare sull’ex campo di prigionia numero 78 di Fonte D’Amore. Nell'attesa si collabora alla realizzazione del documentario che sarà trasmesso dalla Bbc, con contatti telefonici e via mail che si intensificano proprio in queste ore.
Federica Pantano
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