I pupazzetti di Dante Cirillo in mostra a Teramo

8 Ottobre 2018

Fino al 3 novembre nelle sale dell'Arca le vignette del disegnatore abruzzese Raccontò gli italiani del dopoguerra su L’Espresso, Il Mondo e altre testate 

TERAMO. «L'Italia tutta, da Catania a Bormio, è addormentata col cleroformio»: questo commento, sotto uno dei suoi tanti disegni di pretini, era il massimo della cattiveria di Dante Cirillo. Il pittore e disegnatore satirico teramano (1922-2013) nelle sue fulminanti vignette per L'Espresso e altre testate prestigiose non debordava mai oltre l'ironia misurata, commentando vicende e personaggi contemporanei con un umorismo intelligente che non scadeva mai nella derisione o, peggio, nella volgarità. I suoi “pupazzetti”, come lui stesso li chiamava con elegante understatement, tornano a vivere nella mostra omaggio organizzata a Teramo dall'associazione culturale Teramo Nostra nell'ambito del 23° Premio internazionale Gianni Di Venanzo per la fotografia cinematografica.
L'esposizione «Dante Cirillo e i suoi “pupazzetti”», ambientata nelle sale de L'Arca - Laboratorio per le arti contemporanee (largo San Matteo) fino al 3 novembre, propone una trentina di lavori, tra disegni umoristici e gouaches, provenienti da collezioni private, oltre a un esempio della produzione ceramica a cui Cirillo si dedicò con eguale passione dagli anni Novanta.
La mostra, basata sulla ricerca documentaria di Sandro Melarangelo, direttore artistico di Teramo Nostra, è accompagnata dal catalogo curato dalla storica dell'arte, Paola Di Felice, già direttrice del Polo museale teramano, che ha curato anche l'allestimento. Polo di cui fa parte la pinacoteca civica, diretta dal 1979 al 1984 da Dante Cirillo, che ebbe il merito, ha ricordato Di Felice nel vernissage di sabato, di riallestirla e riorganizzarla con fine sensibilità artistica dopo un periodo di trascuratezza e invecchiamento precoce.
Cirillo aveva perfezionato gusto e talento innati negli anni romani. Ufficiale dell'esercito nella seconda guerra mondiale, il giovane Dante nella capitale si diplomò all'Accademia di belle arti, per abbracciare poi gli studi giuridici: laurea in giurisprudenza, docenza di sociologia criminale nell'università di Teramo. A Roma conobbe artisti e intellettuali: come Mino Maccari e Ennio Flaiano, che lo introdussero nel gruppo della rivista Il Mondo, settimanale politico e culturale fondato nel 1949 tra gli altri da Maccari, Flaiano e il giornalista lucchese Mario Pannunzio, figlio dell'avvocato abruzzese Guglielmo.
Negli anni Cinquanta e Sessanta Dante Cirillo, che si firmava Cirillo Dan, fu vignettista per importanti testate: Il Messaggero, Il Popolo, Il Tempo, Settimo Giorno e, conosciuto Arrigo Benedetti, L'Espresso, di cui fu grafico oltre che vignettista. Per il settimanale di Benedetti l'autore teramano disegnò a lungo, ravvivandone le austere pagine. Molte sue vignette varcarono i confini nazionali, finendo anche sulle pagine del Times, come ricordava all'inaugurazione la signora Carmen, moglie di Dante Cirillo. Anche dopo il ritorno a Teramo della coppia (ammirata per l'eleganza naturale e discreta), il vignettista continuò a collaborare per anni con L'Espresso.
Gentiluomo d'altri tempi, accettò generosamente dal Comune di Teramo l'incarico di dirigere gratuitamente la pinacoteca civica di viale Bovio, che restituì a nuova vita. Alla pinacoteca donò, inoltre, molti dei suoi lavori. Negli ultimi anni Dante Cirillo si dedicò, nel suo studio a palazzo Ponno-Cirillo di corso De Michetti, alla pittura di vasellame ceramico con decorazioni dettate dalla sua inconfondibile verve satirica.
La sua vasta produzione fu raccolta una prima volta nel 1991 nell'ormai introvabile pubblicazione "Uno di questi giorni. Gouaches e disegni 1951-1990" (Edizioni grafiche italiane). Già nel febbraio del 1996 Teramo Nostra ne celebrò le qualità nella mostra in pinacoteca "Cento anni di satira a Teramo - Melchiorre De Filippis Delfico, Maria Palma, Dante Cirillo". «Era un mecenate vecchio stampo», sottolinea il presidente di Teramo Nostra, Piero Chiarini. «Un personaggio straordinario, un teramano a cui il Comune potrebbe dedicare una via della nostra città».
Orario di visita: dal lunedì al sabato 9-13 e 15-18, chiuso domenica; ingresso libero. Info 0861240732.
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