I ragazzi di L'Aquila grandi speranze alla corte di Mara Venier su Rai Uno

L’AQUILA. «Quella notte, mio padre si gettò sopra di me, per proteggermi, come se fosse una coperta». Sono passati 10 anni e, all'epoca, Adonay Critchell era un bambino. Eppure, il ricordo è ancora...
L’AQUILA. «Quella notte, mio padre si gettò sopra di me, per proteggermi, come se fosse una coperta». Sono passati 10 anni e, all'epoca, Adonay Critchell era un bambino. Eppure, il ricordo è ancora vivido. Le sue parole fanno breccia nello schermo di Rai Uno.
La sua testimonianza si mischia a quella di tanti giovani attori protagonisti della fiction “L'Aquila grandi speranze”, in onda sulla rete ammiraglia per sei puntate in prima serata a partire da domani. Ieri, la presentazione a Domenica In: alla corte di Mara Venier, insieme al regista Marco Risi, parte del cast a partire da Giorgio Tirabassi (nella fiction Gianni Fiumani, uomo dei comitati spontanei per la ricostruzione) e Donatella Finocchiaro. Quest'ultima, nella fiction, si chiama Silvia e recita a fianco di Giorgio Marchesi, che interpreta il marito Franco. La coppia ha smarrito una bambina nella notte della scossa, ma è determinata a non perdere la speranza e proseguire con le ricerche. «Noi raccontiamo il post terremoto», ha spiegato l’attrice, «l’impatto non è stato bello, vedere tutte le impalcature, quando stavamo girando nella zona rossa. L’Aquila è una città che ha perso parte della sua storia. Ma lotta per non perdere la sua identità». Spazio ai teenager nella seconda parte dell’intervista: sul piccolo schermo, insieme ad Adonay, molti del team di giovanissimi reclutati dalla produzione: Gaia Barini, Greta Bontempo, Valentina Cetra, Juliana Gianfelice, Felice Sciascera, Luca Chiappini, Jacopo Ianni, Federico Tacconi, Fausto Rosa, Gabriele Panella, Diego Leone, Alessio Gallucci e Leonardo Castri. «Per noi», ha detto quest'ultimo nei giorni scorsi, «è stata un'esperienza importante che si è andata a sovrapporre ai nostri ricordi personali. Ora restare e non arrendersi è un impegno morale». (fab.i.)
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